All'Arsenale le nuove mani giganti di Lorenzo Quinn: 12 in tutto, rappresentano l'aspirazione umana

Le mani di Ca' Sagredo hanno fatto il giro del mondo. Il figlio dell'attore hollywoodiano Anthony Quinn è pronto a lasciare a bocca aperta ancora una volta il mondo

Il rendering delle mani giganti

Dopo le mani che sorreggevano Ca' Sagredo, Lorenzo Quinn è pronto a regalare a Venezia un'altra scultura monumentale. Un progetto mastodontico, alto 15 metri e lungo 20. Il soggetto sono ancora le mani, al centro della sua visione artistica e del mondo, ma questa volta l'artista italo-americano ha voluto andare oltre: non saranno infatti 2 come nella precedente scultura, bensì 6 paia, dodici in tutto. L'opera, "Building Bridges" (costruire ponti), è stata installata all'Arsenale di Venezia, e sarà svelata giovedì prossimo, nel corso di un evento esclusivo. Per l'occasione sarà ospite il tenore Andrea Bocelli.

Il significato dell'opera

Building Bridges è sicuramente il progetto più ambizioso dell'intera carriera artistica di Lorenzo, figlio del celebre attore hollywoodiano Anthony. Un ponte simbolo di comunanza ed espressione dell'ambizione e dell'aspirazione dell'uomo. L'Installazione, come spiegato dall'artista stesso, descrive sei valori universali dell'umanità: amicizia, fede, aiuto, amore, speranza e saggezza. Ognuno di questi valori è simboleggiato dalle mani, che si uniscono per superare le differenze e costruire un mondo migliore.

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Foto di Lamberto Borsoi

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