A Venezia 2.500 persone «a rischio povertà»

Molte sono persone che lavorano ma alle quali basta un solo problema per scendere sotto la soglia di povertà

La prima serata del Rotary Venezia Mestre

Sono 667 i nuclei familiari del comune di Venezia che hanno ricevuto il Reddito di inclusione nel 2018. Ma le domande erano molte di più: altre 1500 persone hanno presentato la richiesta. A queste si sommano poi le erogazioni di altri tipi di contributi comunali. Una platea di circa 2500 persone "a rischio povertà" e che ora sperano nel Reddito di cittadinanza. Il dato è emerso al primo incontro del Rotary Venezia Mestre sulla povertà in città, al quale hanno partecipato l’assessore Simone Venturini e i responsabili della direzione Coesione sociale del Comune, Alessandra Vettori e Michele Testolina. «Dopo l’importante operazione di polizia fatta l’estate scorsa nella zona della stazione – ha spiegato il presidente Claudio Scarpa -, noi vogliamo dare il nostro contributo per continuare ad affrontare altre situazioni di disagio a Mestre. Intendiamo collaborare con il Comune. La seconda serata avrà come ospite l’onorevole Andrea Causin, ex presidente della commissione parlamentare sulle periferie, che condividerà con noi il risultato di quella attività di analisi nel confronto con le altre città italiane. Terzo appuntamento sarà invece con don Armando Trevisiol, che si è sempre occupato della povertà a Mestre. Con lui faremo il nostro tradizionale service annuale, dedicato proprio a una particolare fascia debole cittadina».

Il 20 per cento della popolazione italiana rientra in una fascia a rischio povertà. «Molte sono persone che lavorano ma alle quali basta un solo problema per scendere sotto la soglia di povertà», spiega l'assessore Venturini. Per quanto riguarda il Comune, in attesa di chiarezza sul Reddito di cittadinanza, si tirano le somme dei primi due anni di Rei. Sono stati 667 i nuclei familiari che nel 2018 hanno ottenuto il Rei, un reddito che li ha aiutati ad accedere all’acquisto di beni primari e generi alimentari. Ma le domande erano molte di più: altre 1500 persone hanno presentato domanda. A queste si sommano poi le erogazioni di altri tipi di contributi comunali. In tutto quindi sono circa 2500 le situazioni monitorate.

Una possibile platea a cui fare riferimento in attesa di nuove misure proposte dal governo e in particolare del Reddito di cittadinanza. «L’evoluzione non è ben definita, sappiamo solo che questo provvedimento arriverà e che, per ora, sta creando molti problemi tra gli utenti e nei servizi per l’applicazione - aggiunge Venturini -. Inizialmente sembrava dovesse coinvolgere una platea enorme ma dalle ultime indiscrezioni sembra sia molto ridimensionata. Io avrei preso il Rei e lo avrei ampliato e rinforzato, ma il ministero ha deciso di buttare via un sistema che funziona e ripartire da capo. Rischiando di farci perdere altri 3 anni e magari di rivelarsi un bluff».

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Nel quadro del disagio complessivo, con Venturini, Testolina e Vettori, i soci del club mestrino hanno parlato anche di persone senza fissa dimora, di tossicodipendenti e rom. Sono 639 i casi di marginalità grave monitorati nel 2018 a Venezia: persone che hanno avuto accesso ai servizi (doccia e pasti) nella casa dell’ospitalità, ma anche tossicodipendenti e altre marginalità. «Altro dato significativo – dice Venturini – riguarda le persone uscite dai centri di accoglienza prefettizi senza i requisiti per il permesso di soggiorno: 600 mila persone in Italia, negli ultimi due anni, destinate a infoltire le file della povertà cittadina». Poi è stata proposta una sintesi del ridisegno dei servizi sociali comunali. Tra gli altri anche un approfondimento sugli anziani soli a cui il Comune ha di recente dedicato un bando. Vettori e Testolina hanno spiegato che il 27,1% della popolazione di Venezia è costituita da anziani e il 9,7% da anziani soli.

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