Quarant'anni dall'omicidio del vicedirettore del Petrolchimico Sergio Gori: il ricordo

Due le cerimonie per ricordare la tragedia perpetrata dalle Brigate Rosse

29 gennaio 1980-29 gennaio 2020: il quarantesimo anniversario dell'omicidio del vicedirettore del Petrolchimico, Sergio Gori, è stato ricordato con due semplici, e nel contempo molto intense, cerimonie.

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Il ricordo

La prima, mercoledì mattina, in viale Garibaldi, davanti alla lapide che ricorda il dirigente, a pochi passi dal luogo dove fu ucciso dalle Brigate Rosse, con la deposizione di una corona di fiori e una benedizione impartita da don Natalino Bonazza. Presenti, con l'assessore comunale Renato Boraso, tra gli altri, la figlia della compagna di Gori, il presidente della Municipalità di Mestre Carpenedo, Vincenzo Conte, i rappresentanti delle varie forze di polizia, le delegazioni della Società Stabilimenti Marghera, dell'Unitalsi Aziendale Triveneto, della San Vincenzo “Taliercio”, il “Coro delle Cime”  del  Petrolchimico. «Ringrazio – ha sottolineato nel suo intervento l'assessore Boraso – tutti coloro che oggi sono qui, per ricordare una persona onesta, che ha saputo vivere al meglio il suo ruolo di dirigente e cittadino, vittima innocente di un periodo molto triste della storia del nostro Paese, di cui si parla ormai forse troppo poco. Un quinquennio terribile, quello tra il 1977 ed il 1981, ricordato come 'gli anni di piombo', in cui si registravano circa 3 attentati terroristici in media ogni giorno, e che ha visto purtroppo anche Mestre pagare il suo tributo di sangue, dapprima con questo omicidio, e poi con quelli di Alfredo Albanese e di Giuseppe Taliercio.» Nel pomeriggio, il secondo appuntamento, al Duomo di Mestre, con la celebrazione della messa solenne in ricordo del dirigente.

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