Disavventura al casello di Villabona: l'auto prende fuoco da sola

È successo lo scorso 10 agosto. La proprietaria, una 43enne dipendente del casinò di Ca' Noghera, ha chiesto aiuto ad Adico per essere risarcita

Per fortuna la disavventura è terminata solo con un grande spavento e nessun guaio fisico. Ma di certo M.D., 43enne impiegata al casinò di Ca' Noghera, non scorderà facilmente quanto successo lo scorso 10 agosto, attorno alle 21, all'uscita del casello autostradale di Villabona quando la sua automobile ha prima emesso fumo intenso da cofano e poi ha preso fuoco.

I fatti

La donna, che finora non ha ancora ricevuto risposte da parte della casa automobilistica, ha deciso ora di rivolgersi allo sportello risarcimento danni dell'Adico per chiedere naturalmente di rimborsare i soldi della vettura, ormai inutilizzabile. La vicenda, come detto, si è concretizzata sabato 10 agosto. La 43enne stava uscendo al casello di Marghera quando l'auto, acquistata nel 2015, ha cominciato a non rispondere ai controlli mentre il computer di bordo segnalava una anomalia al motore. Con fatica l'impiegata del Casinò è riuscita ad accostare subito dopo la barriera mentre dal cofano iniziava a uscire fumo intenso e l'odore di bruciato si faceva sempre più acre. Spaventata, la donna è scesa dall'auto e ha aperto il cofano. Qui si è resa conto che l'auto stava prendendo fuoco e così si è subito allontanata per evitare il peggio.

Richiesta di risarcimento

Al casello sono dunque intervenuti i vigili del fuoco mentre la donna, traumatizzata e confusa, ha chiamato i genitori per farsi venire a prendere. «A quanto pare, come segnalato anche sul web, non sarebbe la prima volta che quel modello prende fuoco, il che rende la vicenda ancora più inquietante - commenta Carlo Garofolini, presidente dell'Adico - Certo, non vogliamo creare allarmismo e  se davvero esiste questa pericolosa anomalia, forse legata al tipo di gas utilizzato per l'impianto di climatizzazione, siamo sicuri che la casa automobilstica starà già procedendo con le verifiche e i richiami. Però vogliamo tutelare i diritti della nostra socia che non ha ancora ricevuto risposte».

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