Pubblico e privato fanno assieme nella cura dei beni comunali urbani

È la prima città veneta ad aver approvato in Consiglio il regolamento da una proposta di delibera di iniziativa consiliare: «Può iniziare un'attività di recupero di spazi abbandonati e degradati»

Parco Bissuola, archivio

Approvato in Consiglio comunale il regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la gestione condivisa e la rigenerazione dei beni comuni urbani, con 29 voti favorevoli e 2 contrari. Una proposta di delibera di iniziativa consiliare, a firma del consigliere Nicola Pellicani, condivisa da tutto il parlamentino locale.

Il regolamento

Una opportunità di condivisione di risorse e impegni tra pubblico e privato, di socialità all’interno della comunità locale, di valorizzazione degli immobili comunali e degli spazi pubblici. Il documento disciplina le forme di collaborazione tra i cittadini e l'amministrazione comunale con l’obiettivo di favorire l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale nel territorio comunale, sulla base del principio di sussidiarietà orizzontale, con lo scopo di riconoscere e valorizzare le forme di collaborazione tra cittadini e ente pubblico, intesa anche come strumento per il pieno sviluppo della persona, di favorire la partecipazione dei cittadini alla vita della comunità, di promuovere azioni e interventi per la protezione, conservazione, manutenzione e fruizione dei beni comuni urbani.

Dettagli

Nelle “Disposizioni generali” sono definiti l’oggetto e l’ambito di applicazione del regolamento, il capo II, “La disciplina degli interventi di cura, gestione condivisa e rigenerazione dei beni", è suddiviso in due sezioni: nella prima vengono definiti i rapporti tra l'amministrazione e i "cittadini attivi”, approfondendo modalità, condizioni, strumenti e forme del patto di collaborazione, mentre la seconda illustra tipologie, presupposti e caratteristiche degli interventi. Nel capo III “Le disposizioni di carattere procedurale”, sono definite le modalità con cui i cittadini possono presentare proposte di collaborazione e quelle con cui vengono vagliate assicurando il corretto bilanciamento degli interessi pubblici e privati. Vengono inoltre previste, nel capo IV, “Forme di sostegno” e riconoscimento per le azioni realizzate, modalità di “Comunicazione e rendicontazione”, tra cui la realizzazione di un portale web dedicato per favorire il progressivo radicamento della collaborazione con i cittadini e di “Responsabilità e vigilanza". 

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Città apripista

«Davvero un bell'esempio di buona politica, che consente di avviare un rapporto virtuoso tra amministrazione e cittadini - commenta Pellicani -. Il regolamento (la versione ufficiale sarà pubblicata tra una decina di giorni) è uno strumento innovativo per il governo delle città, che coinvolge e responsabilizza gli abitanti dei quartieri. È così che può iniziare concretamente un'attività di recupero di spazi abbandonati e in degrado a partire dalle periferie, generando così anche maggior sicurezza. Si va da piccoli progetti come l’aiuola sotto casa, alle aree verdi da trasformare in orti o in piccoli parchi, fino al recupero degli edifici abbandonati, che può avvenire attraverso diversi progetti, così da essere più operativo. Con questo regolamento Venezia diventa città apripista in Veneto, e si aggiunge ai circa 200 Comuni che in tutta Italia l'hanno adottato. Fondamentale sarà l'attivazione dell'Ufficio per l'amministrazione condivisa, previsto dal regolamento, che diventerà l'interfaccia dei cittadini per presentare proposte e sottoscrivere patti di collaborazione».

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