Il collettivo universitario Lisc chiude le porte a Giorgetti: «Via la Lega da Ca' Foscari»

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, ospite lunedì al ciclo di conferenze "Conversazioni sull'Europa", è stato accolto così da alcuni studenti

Foto: manifesti del collettivo all'auditorium

Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri e vicesegretario della Lega Nord lunedì a Ca' Foscari, ma il collettivo LiSC, collettivo universitario Liberi Saperi Critici, non ci sta. «Se voi chiudete i porti, noi sbarriamo i portoni - scrive su Twitter, comunicando l'occupazione dell'auditorium -. La Lega da poco meno di un anno siede al governo e porta avanti politiche di stampo razzista, sessista e, perchè mai negarlo, fascista». 

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Europa

«In tutto il mondo giovanissimi scendono in piazza per lottare contro il cambiamento climatico causato chi specula sui territori, oggi Ca’ Foscari porta nei suoi spazi chi ogni giorno chi fa delle grandi opere, Tav, trivelle, elemento di orgoglio politico. Siamo ormai abituati a vedere come la nostra Università consideri l’etica una questione opinabile e di come conseguentemente organizzi iniziative con il solo obiettivo di creare relazioni, mantenere equilibri politici e farsi pubblicità. Poco importa se si chiama a parlare una capo militare di difesa dei confini, una multinazionale assassina di lavoro e soprattutto, in questo caso, poco importa se a parlare di Europa viene chiamato uno dei principali esponenti di un partito che in parlamento europeo siede con i peggiori partiti fascisti, nazionalisti e antieuropeisti, dal Knp polacco al Front National francese passando per il ​FPÖ austriaco​. Quale senso dovrebbe dunque avere “conversare sull’Europa” con un esponente di un partito del genere? Nessun senso, ciò che davvero importa è fare passerelle, bei sorrisi, tante foto e comunicati stampa».

Accoglienza

«Il Li.S.C. ha deciso di contrastare la presenza di Giorgetti chiudendo l’auditorium Santa Margherita. Per mezzo di nastri e transenne abbiamo chiuso l’aula e il palco attaccando cartelli di divieto d’accesso a “razzismo, fascismo e sessismo”, elementi caratterizzanti delle politiche leghiste. L’Università dovrebbe essere un luogo di liberi saperi critici, di cultura e controcultura, un luogo di confronto vero e orizzontale, uno spazio in cui poter creare un fronte di contrapposizione comune contro quelle politiche a cui, invece, oggi si vorrebbe dare spazio dentro Ca’ Foscari. Vorremmo un’Università promotrice di iniziative volte all’accoglienza, alla multiculturalità e ad un’Europa senza confini. Cara Università, caro governo, caro Michele Bugliesi, caro Giancarlo Giorgetti, se voi chiudete i porti, noi vi chiudiamo i portoni: fuori la Lega dall’Università».

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