I separatisti non mollano: «Un futuro per Venezia senza navi né petrolchimici»

«Attendiamo la sentenza del Consiglio di Stato sul referendum di separazione tra Venezia e Mestre poi puntiamo alle amministrative con i comitati cittadini, i movimenti ambientalisti e i 5 Stelle»

Navi a Venezia, archivio

«Non c'è momento migliore per parlare di separazione. La gestione delle grandi navi dimostra chiaramente quanto siano distanti dalla città gli interessi di chi la governa». Entra a gamba tesa nella discussione Marco Sitran, pensando a «un futuro per Venezia e per Mestre».

Verso il 2020

Ecco le prossime tappe, secondo l'avvocato da sempre in prima linea sulla separazione tra il centro storico e la terraferma. «Attendiamo la sentenza del Consiglio di Stato, ultimo grado d'appello che dovrebbe arrivare a giorni, sul ricorso contro il Tar che bocciò il referendum - ricorda Sitran -. Poi punteremo dritti alle amministrative, assieme ai comitati cittadini, ai movimenti ambientalisti, alle civiche, ai 5 Stelle e a quanti, trasversalmente, hanno a cuore la città, alla quale daremo un nuovo volto, senza grandi navi né petrolchimici. Il presidente Zaia - prosegue - non ha mai difeso la venezianità, ha difeso gli interessi economici che ha su Venezia. Brugnaro vinse contro Felice Casson con il sostegno di coloro ai quali aveva promesso il referendum».

Il futuro

«È doveroso - leggiamo in una lettera firmata arrivata in redazione - continuare a dar battaglia affinché la separazione tra Venezia e Mestre divenga realtà. Sono passati ormai cent’anni dallo sciagurato accorpamento avvenuto in epoca fascista, che erroneamente legò una città di “terraferma” (con le esigenze di una città di terraferma) e una città di mare (con altre esigenze, altre priorità e altri problemi da affrontare). Con Mestre ai mestrini e Venezia ai veneziani si garantirebbe una maggiore vivibilità e attenzione a entrambi i centri. Una volta divisi si potrebbe ragionare sulla messa in comune di alcuni servizi: con questo tipo di sinergia si otterrebbero degli effetti positivi per i residenti e i vari centri. Nonostante gli ostacoli posti continuamente dal sindaco e dai signori della "Città unica", chiedo ai vari movimenti e associazioni autonome di continuare la propria battaglia per un futuro sostenibile. Che può avvenire soltanto con due città divise».

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