I danni: a oggi domande da privati per 41 milioni, per il patrimonio pubblico ne servono 350

Oltre 6mila richieste di risarcimento pervenute al Comune di Venezia. Il termine per la presentazione slitterà al 30 gennaio, intanto il sindaco ha parlato degli interventi dell'emergenza

Le domande di rimborso inserite nel sistema informatico del Comune sono già 6.369 (3.530 da privati e 2.839 da imprese), per un totale richiesto di oltre 41 milioni di euro, anche se quelle protocollate sono attualmente arrivate solo a quota 3.204. È la somma, ad oggi, dei danni calcolati dai cittadini in seguito alla disastrosa acqua alta del 12 novembre. Il sindaco Luigi Brugnaro ha letto le cifre durante il Consiglio comunale di oggi, aggiungendo che nei prossimi giorni firmerà un decreto che farà slittare dal 20 dicembre al 30 gennaio 2020 il termine per la presentazione delle domande, e dal 28 febbraio al 30 aprile quello per la rendicontazione.

Danni dell'acqua alta

Poi ci sono le spese necessarie per la sistemazione del patrimonio pubblico: aree pubbliche, rive, approdi, impianti, edifici e molto altro. Il sindaco ha illustrato, uno per uno, tutti gli interventi già compiuti, o in ogni caso autorizzati, nell’ambito dei primi 20 milioni di euro fatti pervenire dal governo per Venezia. «Interventi - ha spiegato - che ammontano al momento a circa 16,3 milioni di euro e che riguardano tutti il ripristino di danni al patrimonio pubblico. Una goccia, rispetto ai circa 350 milioni calcolati, a cui devono poi aggiungersi i danni subiti da privati e aziende».

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«Oltre al ripristino dei danni ha rilevato il sindaco - rimane ovviamente aperta tutta la partita riguardante gli interventi di salvaguardia della città: dal completamento del Mose, al rifinanziamento della Legge speciale per Venezia, ai lavori necessari per il risanamento e il rilancio di Porto Marghera. È una battaglia che dobbiamo combattere tutti assieme, se vogliamo garantire un futuro a questa città».

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