A un mese dal crollo di Genova: il silenzio dei vigili del fuoco del Veneto per le 43 vittime

Dal Veneto partiti in 40, una ventina del Veneziano, il 14 agosto. I Cinofili prima, poi gli operatori dei droni e infine la squadra Usar che ha sostituito i colleghi della Lombardia

I primi a partire per Genova il 14 agosto scorso, dopo l'immane tragedia costata la vita a 43 persone per il crollo del ponte Morandi, dal Veneto sono stati i vigili del fuoco della squadra cinofili. Dalla Regione gli operatori impegnati nell'emergenza nazionale, sono stati 40, circa la metà sono partiti dal Veneziano. E venerdì, a un mese dal disastro, alle ore 11.36 hanno osservato, insieme ai colleghi di tutte le regioni, un minuto di silenzio, in segno di lutto e per commemorare le vittime e i feriti.

Da Venezia sono poi partiti gli operatori dei droni e infine la squadra Usar, Urban Search And Rescue, che ha sede nella nostra città, e che ha sostituito i colleghi della Lombardia. Si tratta di un corpo nato per migliorare le attività di soccorso in caso di macerie derivanti da eventi sismici, esplosioni, crolli o dissesti idrogeologici. Genova per il personale è stato un evento particolare, sia per la vastità che per la gravità del disastro. Pochi giorni prima, sempre i vigili del fuoco del Veneto, erano stati impegnati nell'incidente a Bologna, a causa dello scoppio del tir che trasportava gpl, in autostrada.

Chi parte

A seconda delle necessità, partono gli operatori che hanno le specializzazioni richieste nella particolare circostanza. A volte si reclutano i componenti per formare una squadra da mandare sul posto e la disponibilità dei vigili del fuoco è immediata. Parte chi è in turno. Gli operatori, in caso di calamità, sono pronti a partire nel giro di mezz'ora. Sono sempre profondi i sentimenti di riconoscimento dei cittadini nei confronti dei vigili del fuoco, che intervengono nelle emergenze. È ormai percezione generale che si tratti di persone speciali, che hanno deciso di mettere a disposizione la loro vita per il bene altrui, a volte senza pensare alla propria incolumità. Oggi ad esprime cordoglio per i fatti di Genova sono stati loro, i vigili del fuoco, che hanno deciso di fermarsi in segno di rispetto e lutto nazionale.

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