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#vogliamoriemergere: i locali veneziani in difficoltà chiedono aiuto a Comune e Regione | VIDEO

Più di cento esercenti hanno firmato una lettera, inviata ad istituzioni regionali e nazionali, per richiedere sostegni concreti e regole chiare e condivise

 

Sulle vetrine di numerosi locali veneziani campeggia in questi giorni una foto in bianco e nero, scattata da Gianni Berengo Gardin e corredata dell’hashtag #vogliamoriemergere. Si tratta del manifesto dei "Veneziani Mai domi", un gruppo di esercenti che hanno unito le forze per richiedere alle istituzioni un sostegno concreto alle loro attività.

L’acqua alta dello scorso novembre e la recente chiusura a causa dell’emergenza sanitaria hanno originato un grave crisi che sta colpendo i molti ristoranti, pub, enoteche, bar e trattorie di Venezia. Crisi esacerbata anche dall’azzeramento dei turisti che, ogni giorno, si avvicinavano a queste attività.

Un grido di disperazione, quello lanciato da più di cento titolari, che ha raggiunto le maggiori istituzioni regionali e nazionali: «Abbiamo inviato numerose raccomandate al governo, al presidente del Veneto Luca Zaia, al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e agli assessori veneziani e regionali per richiedere sostegni concreti e regole chiare condivise - ha spiegato Andrea Della Puppa, titolare dell’Hosteria Vecio Biavarol e membro dei Veneziani Mai domi - vorremmo dalle istituzioni un confronto obiettivo e concreto». Ad oggi, però, non è giunta ancora nessuna risposta ufficiale.

Nella lettera-appello vengono elencate istanze ben precise: il prolungamento degli ammortizzatori sociali - cassa integrazione, FIS - fino a marzo 2021; liquidità alle imprese; garanzia statale sui finanziamenti al 100%; snellimento delle pratiche di rimborso legate ai danni subiti dall’acqua alta dello scorso novembre e sospensione, per tutto il 2020 e 2021, di ogni leasing o prestiti accesi per finanziare gli investimenti legati all’oggetto dell’attività.

Viene richiesta inoltre un politica più chiara riguardo la moratoria sugli affitti; la rimodulazione delle tasse comunali per i periodi successivi al lockdown; l’azzeramento delle tasse sulle utenze e lo sgravio fiscale per gli acquisti di merci-materiali direttamente riconducibili alla tutela della salute dei clienti, fornitori e di coloro che operano nell’ambiente di lavoro.

Infine i firmatari richiedono di ricevere dalle istituzioni un protocollo chiaro da poter seguire per il corretto svolgimento dell’attività, completo di istruzioni su come comportarsi riguardo l’aspetto sanitario di dipendenti, lavoratori e clientela.

Il gruppo auspica inoltre una diversa modalità di intendere il turismo in città: «Ci piacerebbe avere un confronto con il Comune per trovare un nuova strategia per la riqualifica e il rilancio di Venezia in un’ottica turistica diversa» conclude Andrea.

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