I disturbi dell'alimentazione si curano al mare: sabato la festa di fine progetto, atteso anche il vescovo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

Il centro per i disturbi alimentari dell’Ulss4, già punto di riferimento regionale e nazionale con utenti da tutta Italia, ampia le proprie attività e, oltre ai livelli di cura ambulatoriale, semiresidenziale, residenziale e ospedaliero, attiva in via sperimentale anche la riabilitazione in ambiente marino.

Il progetto

Il progetto si chiama “Farfalle al mare” ed è destinato a far “scuola” in Italia. Venti utenti con disturbi alimentari, di cui dieci minorenni, che hanno acquisito una stabilità diagnostico terapeutica e psichiatrica, stanno trascorrendo un periodo di riabilitazione alla Residenza Santo Stefano di Bibione che già questa estate ha aderito al progetto “Truismo sociale ed inclusivo nelle spiagge venete”. La struttura ricettiva fronte mare, proprio per la propria vocazione e organizzazione, ha infatti dato la disponibilità a fornire pasti concordati con i dietisti dell’Ulss4, e messo a disposizione locali riservati per pranzi e cene.

Le interviste

«Il progetto “Farfalle al mare” si fonda su due riflessioni – spiega il responsabile del Centro Disturbi Alimentari, Pierandrea Salvo – . La prima è di carattere clinico, la Riabilitazione Psiconutrizionale Progressiva utilizzata dal nostro servizio permette di poter declinare gli obbiettivi terapeutici in contesti anche non istituzionali, garantendo così agli utenti sia il mantenimento degli step clinici previsti nel percorso di cura, sia la possibilità di sperimentarsi in un contesto relazionale-sociale “normale”. La seconda riflessione è che il progetto s’inserisce a pieno nella politica di inclusione sociale attivata dall’Ulss4, perché permette alla persona gravemente malata di ridurre le discriminazioni, le barriere, le differenze, attraverso risorse che il nostro territorio offre». Sul fronte sanitario, i bisogni dei 20 utenti sono garantiti da personale infermieristico presente nelle 24 ore, ed è previsto anche il monitoraggio programmato con personale medico. «Il progetto – aggiunge la coordinatrice di “Farfalle al mare”, Erika Baldissera – integra gli obbiettivi della riabilitazione a un contesto che si avvicini più possibile al luogo di vacanza e di socialità allargata, il tutto per favorire il raggiungimento della più ampia autonomia sia dal punto di vista nutrizionale che sociale. Un secondo obbiettivo, a medio termine, è quello di estendere in futuro queste esperienze di vita anche a piccoli gruppi di famiglie con disturbi della alimentazione».

Festa di fine estate

Sabato gli utenti, le famiglie, gli operatori dei Disturbi del Comportamento Alimentare dell’Ulss4, celebreranno  la “Festa di fine estate” organizzata in collaborazione con la “Associazione Fenice Onlus”. Alla Residenza Santo Stefano interverranno per l’occasione anche il Vescovo di Concordia Pordenone Giuseppe Pellegrini, l’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin e il Dg della Ulss4 Carlo Bramezza.

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