«Lasciamo giocare i bambini», l'opposizione contro i divieti a Venezia

Per il Pd, la lista dei luoghi in cui i giochi sono ammessi non è sufficiente: va rovesciata la logica con cui è stato redatto il regolamento

Sono in tanti a protestare contro la norma del nuovo regolamento di polizia urbana che disciplina i giochi sulle aree pubbliche del comune di Venezia prevedendo che «i giochi con la palla e ogni altro gioco, individuale o di gruppo, che possa arrecare pericolo o molestia alle persone o disturbo alla quiete pubblica» è consentito solo ai ragazzi fino a 11 anni di età e «limitatamente nelle aree individuate». Il Partito Democratico rileva che la lista delle aree in cui i giochi sono consentiti «è uno scarno elenco di una sessantina di campi e piazze sparsi in tutto il comune (sia nella città d’acqua che quella di terraferma)» e chiede che venga «completamente capovolta la logica imposta dall'amministrazione».

Giochi in campo

Scrivono Monica Sambo, Emanuele Rosteghin e Nicola Pellicani: «È una visione miope che vuole classificare anche il gioco dei bambini come un fenomeno legato alla sicurezza, e quindi da controllare e arginare con il nuovo regolamento. Per noi dev’essere il contrario: i giochi debbono essere sempre possibili in tutta la città escludendo, questo sì appare logico, le zone maggiormente affollate. Ma prima di tutto va difeso il sacrosanto diritto di ogni bambino di poter giocare dove vuole, evitando ovviamente situazioni di intralcio al passaggio o disturbo e pericolo».

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