Maxi manifesti per combattere fake news e anti vax: i medici lanciano la campagna

Saranno affissi in 31 città d'Italia, Venezia compresa, a partire dal 14 maggio. I temi: vaccini, farmaci "miracolosi", cure fasulle. Partecipano anche Vicenza e Rovigo

“Non mi hanno vaccinato per paura dell’autismo”, “Avevo acquistato sul web un farmaco miracoloso”, “Ho curato il cancro con il bicarbonato di sodio”. Sono gli epitaffi che, sovrastati da una croce, campeggiano sulle lapidi nella campagna "Una bufala ci seppellirà?", presto anche a Venezia così come in altre trenta città italiane (in Veneto pure Vicenza e Rovigo). L'iniziativa è lanciata dalla Fnomceo, la federazione degli ordini dei medici, per combattere le bufale in tema di salute, soprattutto quelle che si diffondono sul web.

Maxi poster

L'invito è chiaro: “Diffidate delle bufale sul web. Chiedete sempre al medico”. La scritta comparirà su grandi poster di 6 metri per 3 e sugli annunci stampa che la Federazione ha messo a disposizione degli Ordini provinciali per la diffusione locale. In questo modo si tenta di combattere la diffusione delle fake news in rete e di restituire al medico il ruolo centrale nel rapporto con il paziente rispetto al tema salute.

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Le informazioni? Si cercano sul web

La campagna, che sarà presentata il 10 maggio a Roma, si concentra su un fenomeno preoccupante e in crescita, che mette a repentaglio la salute dei cittadini. “Mette in guardia dai pericoli delle false cure pubblicizzate in maniera allettante anche sul web – commenta il responsabile della Comunicazione Fnomceo, Cosimo Nume - Sono 15 milioni gli italiani che, in caso di piccoli disturbi, cercano informazioni sul web. Un atteggiamento pericoloso che è sempre più diffuso tra i giovani".

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