Fincantieri, la provocazione della Fiom: «Assuma i lavoratori in appalto rimasti a casa»

«Lavoro nero, paga globale, mensilità non retribuite, sfruttamento e perdita del posto senza ammortizzatori. Chiediamo di ricollocare questi lavoratori e pagare il salario mai corrisposto»

Foto: Fincantieri

A tre mesi dall'inchiesta della magistratura a Porto Marghera che ha messo sotto indagine tre imprenditori delle ditte in sub appalto alla Fincantieri, Fiom Cgil torna a puntare il dito contro «lavoro nero, paga globale, mensilità non retribuite, sfruttamento e perdita del posto senza ammortizzatori sociali». Il sindacato chiede a Fincantieri di contrattualizzare le decine di lavoratori, praticamente tutti stranieri, che hanno perso il lavoro a seguito di questa indagine. «Si faccia carico di surrogare il salario dovuto ai lavoratori trattenendo quanto dovuto per accordi commerciali alle ditte di appalto sotto inchiesta».

Il sistema

 «Abbiamo accolto positivamente l’iniziativa della magistratura veneziana e l'inchiesta per sfruttamento ed estorsione ai danni di alcuni lavoratori. Qui il sistema è fatto in modo che 4 mila lavoratori, dei 5 mila che lavorano in cantiere, abbiano contratti dei serie 'b'. Paghe più basse, meno diritti, niente ferie retribuite e talvolta neppure la malattia - scrive Fiom -. Alcune aziende e relativi proprietari, operanti nelle attività di scafo all’interno del cantiere, occupavano a Marghera una sessantina di lavoratori, quasi tutti stranieri. Per effetto dell’inchiesta la Fincantieri ha sospeso ogni rapporto in essere con le ditte coinvolte, ma ha bloccato allo stesso tempo l’ingresso in cantiere dei lavoratori, che si sono trovati dalla sera alla mattina senza lavoro e senza la possibilità di ricorrere agli ammortizzatori sociali, con mensilità di stipendio arretrate: settembre, ottobre, novembre, mai retribuite».

Surroga

Quello che chiede la Fiom è di «affrontare rapidamente la situazione per evitare che gli inaccettabili comportamenti delle ditte, di cui si occuperà la magistratura, ricadano sui lavoratori. Fincantieri ricollochi tutti i lavoratori espulsi e paghi il salario dovuto trattenendo, in caso, quanto
dovuto per accordi commerciali alle ditte di appalto sotto inchiesta». È un sistema, quello degli appalti in Fincantieri, conclude Fiom, «che andrebbe monitorato con più attenzione anche dalle istituzioni, nazionali e locali, per garantire ai lavoratori il rispetto delle leggi e dei contratti».

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