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«Ciao Cecilia»: volo di palloncini bianchi per salutare la piccola scomparsa | VIDEO

Al funerale, celebrato nella chiesa di Santa Bertilla a Spinea, è intervenuto anche il padre Roberto: «Ricordiamola per quel suo sorriso speciale»

 

Gli amici della squadra di pallavolo, quelli del camposcuola e i compagni di classe. A salutare per l'ultima volta Cecilia Piva, scomparsa nell'incidente nautico in Bacan il 30 giugno scorso, c'erano tutti alla chiesa di Santa Bertilla, a Spinea oggi, martedì 9 luglio. Hanno celebrato la loro piccola compagna che li ha lasciati troppo presto. Un volo di palloncini bianchi lasciati andare verso il cielo dai suoi amici ha concluso le esequie, prima che tutti si avvicinassero a toccare e baciare la piccola bara bianca. 

I ricordi

Poche parole dal papà Roberto, prima delle celebrazioni. I ricordi dell'infanzia di Cecilia, i tuffi e i giochi in spiaggia, il grande legame con il fratello Tommaso. «Ricordiamola per il suo sorriso speciale - ha detto il padre -. Forse dovrei essere ultimo a parlare, sono fuori luogo qui. In quella maledetta domenica, prima che accadesse tutto, si era portata suo fratello in spalla, che non voleva scendere dalla barca per paura dei granchi - dice - Cecilia era così», ripercorrendo gli ultimi momenti dei suoi due figli assieme. 

I messaggi sul cellulare

«Abbiamo bisogno di credere che la vita di Cecilia non sia conclusa - ha detto il parroco, don Riccardo, nell'omelia -. Dobbiamo avere certezza che la morte sia una sofferenza che porta verso la vita eterna. L'ultimo saluto l'ho immaginato come una lettera - dice il sacerdote -. Cara Cecilia te ne sai andata in fretta. I tuoi genitori, tuo fratello, i tuoi parenti non si danno pace e soffrono. Ti chiedo di pregare per loro e di far sentire la tua presenza nei loro cuori. Anche il tuo cellulare ha continuato a ricevere moltissimi messaggi, anche dopo la tua scomparsa. Dai tuoi amici, dai tuoi compagni. Ecco, dal cielo, Cecilia, manda a loro un messaggio che riempia i loro cuori di amore, speranza e vita».

Il camposcuola

«Eri curiosa, amavi la musica, adoravi giocare a pallavolo: vedi qui hai la tua squadra - si rivolege ancora alla piccola don Riccardo, mentre sulla bara è appoggiata la sua maglietta con il numero 15 -. Qualche tempo fa eravamo in camposcuola e lì ho avuto modo di conoscerti. La tua personalità, la tua dimensione spirituale, le tue preoccupazioni, i tuoi sogni. La tua vita, anche se è stata breve e la sua interruzione è motivo di grande dolore, ha trasmesso speranza e fede, e di questo voglio ringraziarti. Voglio dirti quello che tua mamma ha detto: "è come se fosse tornata nel mio grembo, la sento dentro di me". Ti ricorderemo sempre Cecilia, veglia sui tuoi cari».

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