Mezza tonnellata di rifiuti in rio di San Girolamo: mattina di lavoro per i gondolieri

Terza immersione nelle acque della laguna: recuperate bottiglie di vetro, decine di copertoni, materiale edile, transenne, pale, tavoli e sedie, un trolley e perfino due monopattini

Foto: gondolieri sub domenica

Terza immersione dei gondolieri sub nelle acque della laguna domenica: mezza tonnellata di rifiuti recuperati in Rio di San Girolamo. Centinaia di bottiglie di vetro, decine di copertoni usati come parabordi, ma anche materiale edile, transenne, pale, tavoli e sedie, un trolley e perfino due monopattini.

Squadre all'opera

Un progetto nato dalla collaborazione tra l’amministrazione comunale, direzione progetti strategici e ambientali, e l’associazione gondolieri veneziana per contribuire alla tutela ambientale di Venezia e della sua laguna e che sta dando grandi risultati: basti pensare che nelle due edizioni precedenti, il 10 febbraio e il 10 marzo scorsi, sono stati recuperati rispettivamente 600 e 900 chili di rifiuti. Domenica sei gondolieri, tutti istruttori sub, divisi in due squadre, hanno ripetuto l’iniziativa e perlustrato rio Rio di San Girolamo (Cannaregio, zona Ghetto), nel tratto compreso tra il sotoportego de la Gata in campo del Ghetto. All'appuntamento, a cui hanno preso parte il consigliere delegato alla Tutela delle Tradizioni, Giovanni Giusto, insieme ai consiglieri Maurizio Crovato e Francesca Rogliani, hanno prestato supporto gli uomini della polizia locale e della guardia costiera ausiliaria. Fondamentale anche il contributo dei ragazzi dell’associazione sportiva dilettantistica Venice On Board, che hanno messo a disposizione, per il recupero dei rifiuti, le proprie imbarcazioni tipiche a remi.

Pulire i fondali

«Il progetto, spiegano i promotori – che proprio nei giorni scorsi sono stati ricevuti dal sindaco Luigi Brugnaro che li ha voluti ringraziare – nasce dal nostro amore per la città e per il diving. Nei giorni di bassa marea, mentre portiamo le nostre gondole, è facile scorgere materiale sul fondo dei canali. Da qui l’idea di immergerci e recuperarlo, consegnarlo a Veritas perché lo possa smaltire nelle discariche». 

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