Grandi navi verso ormeggi diffusi «già entro il 2019»

Almeno un terzo delle crociere, nel 2020, non transiterà più lungo il canale della Giudecca e davanti a San Marco secondo il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. Pellicani: «Nulla di concreto»

Grandi navi, archivio

Spostare le grandi navi a Venezia verso ormeggi diffusi. Secondo il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli oggi, 7 agosto, in audizione alla Camera, potrebbe essere possibile dal 2020, evitando il transito di almeno un terzo delle crociere, già prenotate per il prossimo anno, nel canale della Giudecca e davanti a San Marco.

Ro Ro a Fusina e TIV

Il terminal Ro Ro a Fusina potrebbe essere un'alternativa, che il ministro aveva preso in considerazione, anche se le banchine sono ancora in costruzione. Ma c'è anche una delle banchine del TIV Spa (Terminal intermodale Venezia: una società privata nel Porto Commerciale controllata dall'inizio del 2003 da Mariner, impegnata in attività portuali, e da Marinvest Srl) a poter ospitare già da quest'anno alcune grandi navi e, un numero anche maggiore, nella prossima stagione crocieristica, quella del 2020. Per Toninelli, comunque, quando i progetti per il passaggio delle grandi navi saranno completi di tutti gli elementi potranno essere sottoposti alla pubblica discussione. Continua a rimanere esclusa la soluzione Marghera, criticata a più riprese anche dalle sigle sindacali veneziane dei chimici, e sostenuta da Regione e Comune.

Concretezza

«In Commissione il ministro ha letto una relazione approssimativa dove non c'è nulla di concreto: né per le soluzioni transitorie, cosiddette diffuse, né per quelle definitive - scrive il deputato del Partito Democratico Nicola Pellicani -. C'è solo una promessa, impossibile da mantenere, ovvero che da settembre alcune navi saranno dirottate sulla banchina Lombardia del TIV e su Fusina. Il ministro pensa di poter spostare carghi e navi da crociera da una parte all’altra della laguna, come fossero macchinine. Ha anche detto che non convocherà il Comitatone, il luogo dove da decenni vengono assunte tutte le decisioni importanti per Venezia. Mentre in merito al dibattito pubblico il codice degli Appalti prevede che una volta scelto il progetto, e giunti alla fase esecutiva, attraverso l’audizione di alcuni stakeholder questo possa essere migliorato. La città non può rassegnarsi a un governo che abbandona Venezia a se stessa».
 

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