Tutelare sia la laguna che le crociere? Gli ambientalisti contro il ministro: «Impossibile»

Italia Nostra contesta Toninelli, che ha detto di essere al lavoro per risolvere il dossier grandi navi a Venezia. Per ora, comunque, le intenzioni del governo restano poco chiare

Danilo Toninelli (Facebook)

Ieri Danilo Toninelli ha comunicato di essersi messo al lavoro sul tema della crocieristica a Venezia, subito contestato dalla sezione veneziana dell'associazione Italia Nostra. Il post pubblicato dal ministro alle Infrastrutture su Facebook è generico: «Garantiremo piena tutela ambientale, culturale e paesaggistica alla laguna, mantenendo Venezia quale primario polo crocieristico italiano». Per gli ambientalisti, però, la dichiarazione è già un tradimento degli impegni presi in campagna elettorale: «I progetti di sviluppo della croceristica sono la fine della laguna - commenta la presidente Lidia Fersuoch - Il Movimento 5 Stelle si pone in totale, prona continuità con i governi precedenti, nonostante l’impegno formale preso dai candidati poi eletti da noi veneziani».

Grandi navi in alto mare

Nella foto pubblicata dal ministro ci sono anche i colleghi Alberto Bonisoli e Sergio Costa, rispettivamente titolari dei ministeri del Turismo e dell'Ambiente. Si fa riferimento alla «sinergia con il territorio e le autorità locali», ma non risulta che siano stati coinvolti né il presidente del porto, Pino Musolino, né il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Quest'ultimo, poi, ha ricordato diverse volte di «aspettare una telefonata» da Toninelli che ancora non è arrivata.

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Commento rimosso?

Italia Nostra, peraltro, lamenta la rimozione del proprio commento dal post di Toninelli. Questo il contenuto: «La legge speciale dichiara la salvaguardia di Venezia e la sua laguna problema di preminente interesse nazionale. Non la croceristica e nemmeno la sicurezza idraulica del Padovano. Per quest’ultimo problema si possono trovare soluzioni a monte e non a valle (come sarebbe l’idrovia) scaricando fanghi e veleni in laguna e imbonendola. L’idrovia è la fine della laguna. Così come lo sono tutti i progetti di sviluppo della croceristica, che invece deve essere compatibile».

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