Msc "vira" verso Trieste, preoccupazione a Venezia: «Sulle grandi navi tutto fermo»

Dal governo nessuna certezza, rileva il Pd. La compagnia crocieristica ha acquistato una quota del terminal passeggeri triestino e annunciato che dal 2020 lo scalo friulano sarà homeport di una delle sue navi. Oggi incontro tra il M5s veneziano e il ministro Toninelli

Foto d'archivio

Sulle crociere a Venezia il governo prende tempo per valutare tutte le possibilità. Intanto sono passati quasi 7 anni dal decreto Clini-Passera e oltre un anno dal "comitatone" che, in teoria, aveva preso la decisione definitiva. Le compagnie non stanno a guardare e investono. Altrove, però: ieri, nel corso della cerimonia di avvio della costruzione della più grande nave da crociera mai realizzata in Italia, a Monfalcone, Msc ha parlato del porto di Trieste ricordando di aver acquistato di recente una partecipazione nel Trieste terminal passeggeri (Ttp) e annunciando che dal 2020 il capoluogo friulano diventerà homeport di una delle proprie navi.

Avanza Trieste

A comunicarlo è stato l'executive chairman Pierfrancesco Vago, parlando di «rafforzamento dei legami dell'azienda con il territorio e le economie locali». Soddisfatto Zeno D'Agostino, presidente dell'Autorità portuale del Mare Adriatico orientale: «Per il porto di Trieste il fatto di diventare homeport di una delle navi Msc ha un significato importante: il consolidamento della compagnia in questo porto e un riconoscimento del modo in cui stiamo lavorando. Si inizia dalle cose più piccole e poi si spera di arrivare a quelle più grandi: cominceremo a vedere qualche nave da crociera in più a Trieste».

E Venezia?

Notizia accolta con preoccupazione in laguna: «Con rammarico rileviamo che dal governo continuano a venire indicazioni confuse - scrive il Pd veneziano - si continua a parlare di decisioni che andranno prese “entro qualche settimana o qualche mese”, senza che si intraveda uno straccio di progetto complessivo. Questa incertezza, oltre ad allontanare gli investitori, come è accaduto con Msc, determina grande preoccupazione tra i lavoratori». «Riteniamo che l’analisi multicriteria dell’Autorità portuale portata in sede di Comitatone sia ancora valida - rilevano - ma se davvero si dovrà fare una nuova analisi, allora chiediamo di fare presto». Il doppio obiettivo è «mantenere un settore strategico come la crocieristica a Venezia» e contemporaneamente «tutelare un sistema fragile come quello lagunare», due fattori che spesso i comitati ambientalisti hanno giudicato incompatibili.

Incontro con il ministro

Di crocieristica, e non solo, si è parlato proprio oggi nel corso di un incontro a Milano tra una delegazione veneziana del M5s (la senatrice Orietta Vanin e i consiglieri comunali Sara Visman e Davide Scano) e il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli. Al ministro è stata evidenziata «l’esigenza di analizzare tutte le ipotesi sul tavolo per la gestione della crocieristica, secondo il criterio costi-benefici ed il minor impatto ambientale». E poi gli altri "gandi temi" lagunari: «Abbiamo ribadito la necessità di ripristinare la figura del magistrato alle Acque per la gestione del Mose e per mantenere le funzioni di salvaguardia della laguna - spiegano - E chiesto, sull’esempio delle concessioni autostradali, di rendere pubblica tutta la documentazione tecnica del Mose così da stimolare i politecnici di tutto il mondo a darci suggerimenti per migliorie e correzioni».

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