«Venezia centro mondiale della crocieristica», in campo le ipotesi Chioggia e Lido

Pellicani: «Irrealizzabili». No Gpl: «Niente baratti. No al deposito, crociere o meno»

Nave Msc, archivio

Il mondo intero attende una soluzione per le grandi navi a Venezia, che tenga insieme business, lavoro, sicurezza, rispetto per l'ambiente, compatibilità con l'industria e il turismo, che sia al più presto disponibile e partecipata. Mercoledì question time alla Camera dei deputati, con l'intervento del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Su Chioggia già fervono le reazioni.

Centro mondiale della crocieristica

«Abbiamo parlato con i colossi crocieristici - ha detto Toninelli -. Con loro stiamo costruendo un'idea definitiva per un progetto che non abbia impatti ambientali, che non tocchi l'occupazione e mantenga elevato il livello turistico: perché Venezia deve tornare, dal momento che non lo è più, un centro mondiale della crocieristica». 

Rinvii

«Oggi il Ministro è venuto in aula a riferire senza dare alcuna risposta di merito. Abbiamo appreso che martedì si riunirà il gruppo di lavoro con il compito di prendere le prime decisioni - scrive il deputato del Partito Democratico Nicola Pellicani -. A oggi transitano davanti a San Marco 500 navi all'anno. Verranno ridotti i passaggi? Resterebbero di fatto in campo due ipotesi selezionate dagli uffici: Chioggia e Lido. Entrambe soluzioni irrealizzabili - prosegue Pellicani -. Altrettanto irrealistica sarebbe la riapertura del canale Vittorio Emanuele per mantenere il terminal alla Marittima. Il governo cominci a convocare il Comitatone. Venga a Venezia il ministro, si confronti con la città. Basta con lo sfruttamento selvaggio».

Venezia e Chioggia

Grandi navi a Venezia e deposito Gpl a Chioggia. Questo, secondo quanto riportato dal Corriere del Veneto, avrebbe detto di aver appreso a Roma il governatore del Veneto Luca Zaia. «Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti procede a individuare un sito adeguato per realizzare il nuovo terminal crocieristico, e a trovare vie di navigazione alternative al transito delle grandi navi nel canale della Giudecca - scrive la consigliera regionale 5 Stelle, Erika Baldin -. Riguardo a Chioggia ci battiamo da tempo ai tavoli del Mise per fermare l’impianto di Gpl. Se Zaia sa qualcosa che noi non sappiamo, lo dica».

Il baratto

Sulle grandi navi a Chioggia, chiede un grande dibattito pubblico il comitato No Gpl. «Le navi - dice Roberto Rossi, portavoce del comitato - sono una opportunità dal punto di vista turistico. L'importante è che la cittadinanza possa intervenire e orientare le scelte. Per noi non ci deve essere un baratto. Non deve passare lo scambio: deposito Gpl a Chioggia in cambio delle crociere a Venezia. Del resto è ovvio che Venezia non voglia mollare su una partita come le navi, anche perché i tempi di realizzazione dell'opzione Chioggia sarebbero molto lunghi. Di sicuro non esiste compatibilità delle navi con impianti industriali vicini, tantomeno nel centro storico di una città come Chioggia. Di scavi del canale, linea ferroviaria fino all'aeroporto, e allargamento della Romea a carico dei ministeri abbiamo sentito parlare da sempre: niente si è mai concretizzato. Al question time Toninelli - conclude Rossi - non ha sostanzialmente risposto, mercoledì, dicendo che a breve deciderà».

Inquinamento ed emissioni

Le analisi sono quelle dell'Arpav, che ha raccolto i dati delle emissioni sia del traffico turistico, che del trasporto merci. Secondo il Porto, che programma le sue attività in base a questi dati, fin dalle prime rilevazioni pubblicate a settembre 2013 è emerso che il traffico portuale pesa in termini di polveri sottili (PM 2,5) per il 2% circa sulle emissioni complessive respirate in città nel periodo invernale e per l’8% nel periodo estivo. Le compagnie armatrici da anni operanti nel settore della crocieristica a Venezia si impegnano volontariamente a utilizzare carburanti con contenuto di zolfo inferiore allo 0,1% in massa, precista l'autorità portuale. Dal 2019 tale autolimitazione si estende anche ai rimorchiatori. Arpav ha riportato ufficialmente che il cambio di carburante ha consentito una riduzione del 46% delle polveri sottili dell’intero comparto crocieristico. Dati verificati dalla capitaneria di porto.

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