Negozi tradizionali chiusi, impennata di bar e alberghi a Venezia: 200 in più in 10 anni

I dati sono stati riportati dall'Osservatorio di Confcommercio sulla demografia delle imprese

Crescono i negozi di tecnologia e le farmacie, cala il numero di negozi tradizionali, che escono dai centri storici per trasformarsi nell’offerta delle grandi superfici specializzate fuori dalle città. Alberghi e ristoranti fioriscono ovunque. È il quadro che emerge dall'Osservatorio di Confcommercio sulla
demografia delle imprese in 120 città italiane, presentato oggi a Roma, nella sede nazionale della Confederazione. Non fa eccezione il Veneto, dove il commercio al dettaglio nelle sole 7 città capoluogo ha registrato negli ultimi 10 anni (2008-2018) un calo complessivo fra centri storici e periferie di 758 attività (-631 solo nei centri storici), passando dalle 11.348 del 2008 alle 10.590 del 2018 (-7%).

Impennata del numero di alberghi

A soffrire di più, i centri urbani, che si sono letteralmente svuotati, con un travaso di attività dal cuore delle città ai centri commerciali delle periferie, dove non risiede la popolazione. Nel 2018 infatti le attività nei centri storici delle città prese in esame erano 4.207, contro le 6.383 delle periferie (con una differenza a favore di queste ultime di 2.176 negozi). Un quadro valido anche per la città di Venezia, nella quale, al contempo, sono cresciute le attività indirizzate al turismo: bar, ristoranti e alberghi. In centro storico, secondo i dati riportati dallo studio, negli ultimi 10 anni, dal 2008 al 31 dicembre 2018, attività di ristorazione e strutture ricettive sono incrementate di 200 unità, passando da 1146 a 1346. Il boom è soprattutto sul ramo alberghiero: dalle 387 strutture del 2008, si è passati a 549. Non è dissimile la situazione fuori dal centro, dove si è passati da 1217 strutture a 1383.

Città più impoverite

«La riduzione dell'offerta commerciale e la convulsa e disordinata evoluzione delle strutture di ristorazione e alloggio stanno impoverendo le nostre città che ora più che mai devono essere rilanciate. - afferma il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon - Che il turismo sia una grande fonte di ‘energia’ per la nostra economia non c’è dubbio, ma vanno regolamentate le strutture extra alberghiere per evitare, specie nel caso delle città d’arte, lo spopolamento dei centri storici. E vanno rivitalizzati i centri urbani per contrastare la desertificazione commerciale, dettata dalla concorrenza
della grande distribuzione, ma oggi, in misura maggiore, dai processi di innovazione digitale».

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