Imprenditori veneziani donano un ecografo all'ospedale di Dolo: soluzione per prevenire terapia intensiva

Si tratta di un apparecchio che, semplicemente cambiando sonda una per il cuore e una per i polmoni, consente di monitorare entrambi gli organi per capire se stanno andando in sofferenza

Si tratta di un apparecchio che, semplicemente cambiando sonda una per il cuore e una per i polmoni, consente di monitorare entrambi gli organi per capire se stanno andando in sofferenza. All'ospedale di Dolo, trasformato in ospedale specializzato nel trattamento di pazienti affetti da coronavirus, pneumologi e cardiologi, medici del pronto soccorso e geriatri lavorano fianco a fianco nei reparti uniti per l'emergenza ed è così che hanno scoperto che il coronavirus in parecchi casi non attacca solo i polmoni, ma anche il cuore.

Soluzione per ridurre i posti letto in terapia intensiva

Il sospetto dei medici è che ci siano pazienti che sembrano stabili e quindi non a rischio, i quali invece hanno un problema polmonare e cardiaco che in un primo tempo viene compensato e quindi mascherato. Il problema è che, quando compaiono i segni di stress respiratorio, è già troppo tardi. Ancora nessuno sa bene perché e come questo avvenga, visto che sul coronavirus se ne sa ancora troppo poco, ma anche in altri ospedali italiani, e non solo a Dolo, i medici si sono accorti che il coronavirus aggredisce cuore e polmoni e forse questo spiega alcuni decessi improvvisi, soprattutto nei malati più giovani e quindi meno a rischio. Altra scoperta è relativa al fatto che i malati di coronavirus hanno una coagulazione che arriva ad essere quattro volte quella normale. Ecco perché, se si riuscisse ad inquadrare fin dall’ingresso in ospedale l’impegno dell’infezione, sia a livello polmonare che a livello cardiaco, sarebbe possibile individuare, fin da subito, i pazienti a più elevato rischio ed anticipare così le strategie farmacologiche. Il che ridurrebbe i casi destinati alla morte e i casi di chi viene ricoverato in Rianimazione. Un percorso più rapido, ma soprattutto più efficace, che permetterà di lasciare liberi molti letti in terapia intensiva e quindi di salvare molte più vite.

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Intervento decisivo

In un momento in cui le casse delle Ulss sono dissanguate dall'acquisto di mascherine e occhiali, di respiratori e ossigeno, è chiaro che non c'è spazio per ulteriori acquisti. Ecco che l’intervento degli imprenditori è stato decisivo: “Sappiamo tutti qual è la situazione in questo periodo - aggiunge Marinese -. Aziende costrette ad interrompere le produzioni per il virus. Ma come sempre in questa provincia, in questa regione non si ferma la voglia di aiutare gli altri”. E così il dott. Fausto Rigo, primario di Cardiologia a Dolo e coordinatore delle cardiologie di tutta l'Ulss 3, con il primario di Pneumologia Manuele Nizzetto, il primario del Pronto soccorso Andrea Pellegrini e di Geriatria Alberto Cester hanno chiesto aiuto, attraverso l'associazione degli Amici del cuore, a Confindustria Venezia Area Metropolitana di Venezia e Rovigo. "Abbiamo capito la necessità e l'urgenza - dice Marinese - e così nel giro di poche ore abbiamo trovato alcuni benefattori, che vogliono restare anonimi".

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