Veritas: «Inceneritori zero». Verso l'autonomia nel trattamento del rifiuto secco

Nel 2018, per il secondo anno consecutivo, Venezia prima Città metropolitana italiana per percentuale di raccolta differenziata (68,5%, fonte Ispra)

Centrale Enel Palladio, archivio

«Veritas non prevede né riaperture di inceneritori né aperture di nuovi impianti», lo riferisce la società stessa. È previsto, invece, il raggiungimento dell’autosufficienza nel recupero energetico del Css (combustibile solido secondario), che a partire dal 2025 non sarà più possibile cedere ad Enel per la trasformazione in energia elettrica. Veritas, attraverso la propria società controllata Ecoprogetto, gestisce da oltre 20 anni gli impianti che trattano il rifiuto secco e lo trasformano in Css.

Ecoprogetto

Per quanto la quantità di questo rifiuto sia in continuo calo, grazie all’aumento delle raccolte differenziate e alle politiche di riduzione dei rifiuti, nel 2018 sono state prodotte circa 60.000 tonnellate di Css, che viene principalmente utilizzato per sostituire il carbone nella vicina centrale Enel Andrea Palladio, con beneficio per l’ambiente e riduzione della produzione di anidride carbonica da combustibile fossile. L’impianto di Ecoprogetto tratta e trasforma ogni anno in Css circa 150.000 tonnellate di rifiuto secco, parte delle 530.000 tonnellate raccolte nell’area metropolitana di Venezia e a Mogliano Veneto. Per il secondo anno consecutivo Venezia è risultata la prima Città metropolitana italiana per percentuale di raccolta differenziata (68,5%, fonte Ispra). Ecoprogetto toglie dai rifiuti materiali inerti (soprattutto ferrosi e vetrosi) ed elimina dal secco l’umidità residua, grazie al processo di bio-stabilizzazione, riducendone il peso di oltre il 30%.

La Via

Questo processo consente a Veritas di limitare al 3% l’uso della discarica (in cui finiscono solo scarti di lavorazione del Css). Comunque, sono in fase di realizzazione iniziative per arrivare all’obiettivo della discarica zero e portare quindi al riciclo o recupero tutte le frazioni, nel pieno rispetto dell’economia circolare e in controtendenza rispetto ai sistemi di smaltimento prevalenti nel nostro Paese. Tutti i cicli e i trattamenti di Veritas sono certificati e tracciati. Ecoprogetto, che continua a investire risorse per ridurre e raffinare il rifiuto secco e gli scarti delle raccolte differenziate, ha presentato alla Regione Veneto una richiesta di Via (Valutazione di impatto ambientale) per poter aggiornare le tecnologie già in funzione nei propri impianti di Porto Marghera.

Addio al carbone

La domanda di Via riguarda la possibilità di rimpiazzare il legno non riciclabile con il Css, che non sostituirà più il carbone nella centrale Palladio, ma sarà utilizzato direttamente negli impianti di produzione energetica di Ecoprogetto, con evidente beneficio per l’ambiente in termini di emissioni di anidride carbonica. Il progetto sottoposto a Via prevede anche l’uso del calore dell’impianto attualmente funzionante per essiccare i fanghi da depurazione civile prodotti nel nostro territorio, di ridurli e usarli come biomassa per recuperare energia. Anche in questo caso si tratta di un miglioramento per l’ambiente, dal momento che i fanghi non finiranno più in discarica (come succede adesso, con evidente aggravio economico), né in agricoltura, in linea con le migliori pratiche di trattamento di questi materiali, indicate anche dall’Organizzazione mondiale della Sanità. Tutto questo in vista del cosiddetto decarboning, cioè il già avviato abbandono nel nostro Paese dell’utilizzo del carbone, previsto per il 2025.
 

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