Intelligenza artificiale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

Riceviamo e pubblichiamo:

"Durante una cena, tempo fa, ho avuto l'occasione di raccontare all'architetto Tobia Scarpa una strana teoria sulla costruzione delle piramidi d'Egitto  e sulla loro finalità. L'idea, giudicata stravagante, si basava sul fatto che questi uomini non fossero sprovveduti, capaci di far trasportare per 36km dei massi di tufo di diverse tonnellate, ma raffinati esecutori. Per questo motivo necessita  rivedere con un'analisi alternativa e rivoluzionaria, il sistema produttivo che coinvolge valori immensi. Gli antichi egizi, matematici, con la sabbia del deserto, ricavata da scavi realizzati per consentire all'acqua del Nilo di irrigare i territori generando una barriera fertile nell'invadenza dei venti del deserto, hanno edificato questi monumenti a testimonianza della grandiosità del genere umano. Attivando un processo biologico legante, grandi quantità di sabbia utilizzata per la costruzione dei blocchi di svariate dimensioni, ha consentito con relativa facilità la costruzione di queste opere. Schiere di scienziati moderni hanno ipotizzato, oltre al trasporti dei blocchi per decine di chilometri soluzione da scartare, anche interventi esoterici ed alieni nei processi produttivi. La recente scoperta di una slitta in legno, simile a quelle utilizzate in montagna per il trasporto della neve e la sua corrispondenza dimensionale ai cunicoli perimetrali scoperti nelle piramidi, consolidano l'ipotesi. In questi giorni, apprendiamo che start up nord europee hanno testato l'azione legante dell'urina negli impasti sabbiosi, svelando in questo modo il segreto delle costruzioni megalitiche, assieme agli obelischi, piramidi e templi realizzati dall'uomo oltre 10.000 anni fa. Spesso, le soluzioni sono li! davanti ai nostri occhi, ma per strani processi mentali, cerchiamo soluzioni guardando altrove! Anche per quanto riguarda l'economia; da 5 anni proponiamo di divulgare il patrimonio artistico archiviato attraverso tecnologie diffuse: oltre 60 milioni di visitatori esteri che rappresentano concretamente il nostro patrimonio primario, potrebbero ricevere un premio ambito, potendo accedere al patrimonio culturale "taciuto". Questo immenso patrimonio, conservato e non utilizzato, rappresenta un costo sociale; diffuso, aumenterebbe il volano dell'interesse per il nostro paese. "Progetto pilota Basilica di San Marco nel Mondo" propone lavoro per giovani laureati ed economie da destinare ai laboratori di restauro.  Paradossalmente, ci conviene confidare nell'intelligenza artificiale, in quanto quella umana".

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