Ipab, i pensionati Uil in campo invocano la riforma degli istituti di assistenza

Presidio della sigla lunedì al Balbi. «Più di 30 mila famiglie venete hanno un parente in casa di riposo. La Regione copre 25 mila posti, gli altri devono pagare la retta intera»

Foto: il presidio Uil a Venezia

Non hanno di certo temuto il freddo i pensionati della Uil che hanno presidiato lunedì palazzo Balbi, per invocare la riforma degli Ipab, le strutture di pubblica assistenza. «Più di 30 mila famiglie venete hanno un parente in casa di riposo. La Regione copre 25 mila posti - scrive la sigla sindacale - gli altri devono pagare la retta intera. Non si possono creare disuguaglianze nell’erogazione di questi servizi né creare disparità che in questo momento stanno avvantaggiando, dal punto di vista fiscale, il privato rispetto al pubblico».

Lavoratori e famiglie

«Questa incertezza sul destino degli Ipab è controproducente per i lavoratori e per le famiglie: occorre arrivare alla riforma». È questo il messaggio portato da Uil Veneto, Uil Fpl Veneto e Uil Pensionati Veneto all’assessore regionale alle Politiche Sociali Manuela Lanzarin, che ha incontrato la delegazione dei sindacalisti vicino a Palazzo Balbi. «C’è fibrillazione sui posti di lavoro – ha dichiarato la Uil Veneto – con i dubbi sul fatto che queste strutture resteranno pubbliche. Una situazione che ricade immediatamente anche sulle famiglie: sono oggi più di 30mila quelle venete che hanno un parente ricoverato in casa di riposo». Lo stanziamento regionale copre 25mila posti letto e quindi una larga fetta di ospiti deve farsi carico della retta intera.

Dialogo

«Siamo per il dialogo. È per questo che, responsabilmente, non abbiamo organizzato scioperi nelle strutture, per evitare disagi all’utenza. Resta il fatto che questo iter procede troppo a rilento e che siamo pronti ad azioni più incisive nel caso non si venga a capo della situazione». Dal canto suo l’assessore Lanzarin ha assicurato che «da gennaio ripartirà l’ascolto di Ipab, dei sindacati e, con i dati che sta preparando l’Università, si predisporrà il nuovo testo della riforma. Vorrei portare la riforma in Quinta commissione in giugno e in Consiglio regionale a settembre».

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