Italia Nostra: «Venezia e la laguna devono essere tra i siti Unesco a rischio»

«L’iscrizione è il primo passo verso la stretta tutela della città. Confidiamo nel World Heritage Committee di Baku a luglio per salvare la Città»

Venezia, panorama

«Venezia è a grave rischio». Italia Nostra ritorna all'incidente del 2 giugno scorso nella città lagunare, quando la crociera Msc Opera andò a sbattere contro la riva a San Basilio e impattò contro il battello fluviale River Countess, causando il ferimento di 4 passeggeri. «Un fatto - spiega l'associazione - che ha evidenziato il pericolo che in queste condizioni incombe sulla città. Per questo chiediamo all’Unesco di iscrivere Venezia e la laguna tra i siti a rischio». Lunedì a Roma, nella sala della stampa estera, si è tenuta la conferenza stampa di Italia Nostra con la presidente nazionale Maria Rita Signorini, la presidente della sezione di Venezia Lidia Fersuoch e Cristiano Gasparetto del consiglio direttivo della sezione veneziana.

Le navi

«Che le grandi navi non debbano più percorrere il Bacino San Marco e il canale della Giudecca è lo slogan di chi vuole tenere queste navi a Venezia, in un modo o nell’altro - dice Italia Nostra -. Molti altri rischi mettono in pericolo i valori universali del sito riconosciuti dall’Unesco come meritevoli di essere tramandati intatti alle generazioni future. Erosione della laguna, crescente pressione turistica, progetti di sviluppo di grande impatto, interventi sul patrimonio monumentale: una congiura contro Venezia».

Danger list

«Italia Nostra nel 2011 e nel 2012 ha inviato tre lettere con le quali ha segnalato al World Heritage Committee che le condizioni per mantenere il sito “Venice and its lagoon” nella World Heritage List non esistevano più - prosegue Italia Nostra - a causa della mancata tutela da parte dello Stato italiano e delle amministrazioni locali. A seguito delle segnalazioni, l’Unesco ha inviato a Venezia una Missione nell’ottobre 2015, cui sono seguite altre raccomandazioni che lo Stato italiano ha ottemperato solo in minima parte. Tra pochi giorni si svolgerà a Baku una nuova riunione annuale del World Heritage Committee per deliberare anche su Venezia. Italia Nostra si è rivolta con “disperata fiducia” all’organizzazione mondiale, ritenendo che la deriva di Venezia possa essere fermata solo con un gesto simbolico: l’iscrizione nella danger list. L’iscrizione nella lista dei siti in pericolo - conclude - potrebbe essere il primo passo verso il riscatto, al fine di ottenere una più stringente tutela».

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