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Vittime delle reti criminali di sfruttamento: giovani universitari imparano a prendersene cura

Dieci esperti a confronto con gli studenti in un laboratorio sulla tratta di esseri umani e sulle schiavitù

 

Giornata europea dedicata da 13 anni, ogni anno, alle vittime di tratta e sfruttamento, il 18 ottobre. Anche l'università veneziana dei Salesiani, Iusve, l'ha celebrata e venerdì l'ha dedicata a un dibattito sulla comprensione del fenomeno e sulle conseguenze per le persone che rimangono intrappolate nelle reti della criminalità. Il Comune di Venezia è in prima linea dal '95 con il progetto N.A.VE (Network Antitratta Veneto) e il numero verde nazionale in aiuto alle vittime. Il dipartimento delle Pari Opportunità dal 2000 offre assistenza e percorsi di aiuto e reinserimento, oltre a dedicare programmi di assistenza per liberare le persone dallo stato di dipendenza e schiavitù. Nel Veneziano ci sono alcune case protette ma anche una fitta rete di associazioni, famiglie e imprese che accompagnano queste persone a muovere i primi passi verso la libertà, la consapevolezza e l'autodeterminazione. Circa un centinaio all'anno escono dalle reti criminali, grazie alle indagini della finanza che fanno emergere lavoro nero, irregolarità, flussi illegali di denaro, e ai controlli degli ispettorati di vigilanza. E poi ci sono gli operatori che lavorano con le forze dell'ordine per mettere in sicurezza le vittime. Iusve insegna ai propri studenti, operatori di domani, ad affrontare questi contesti, anche quando rimangono coinvolti minori e persone fragili, persone che nn sanno di essere vittime, che non ne hanno la percezione e che non sono in grado di difendersi e autorappresentarsi.

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