«Jesolo sembra una pozzanghera». Gli albergatori: «Battuta sgradevole, ci temono»

Il presidente della Campania Vincenzo De Luca "descrive" la località balneare veneziana, l'Aja non ci sta: «Frasi che si commentano da sole solo per avere visibilità». Zaia: «Noi tra i preferiti, basta copiare»

Jesolo, archivio

Non piace agli albergatori la frase del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che definisce Jesolo «una pozzanghera», durante la puntata del 10 maggio sulla Nove della trasmissione Fratelli di Crozza. «Una sgradevole uscita - dice il presidente dellAja, associazione albergatori jesolani, Alberto Maschio -. Siccome vinciamo sempre, stiamo anticipatici».

«Come la Juve»

De Luca appare durante il programma di satira di Maurizio Crozza mentre commenta le statistiche Istat delle presenze nelle località balneari. «La prima è Roma, la seconda è Milano, poi Venezia e Firenze - dice De Luca -. Subito dopo abbiamo Cavallino e Jesolo: sembra una pozzanghera». «Evidentemente gli operatori di Jesolo sono veramente bravi se riescono a fare questi numeri con una pozzanghera - risponde Maschio -. Una sgradevole affermazione che si unisce alla battuta di Maurizio Crozza di qualche settimana fa (alto livello di suicidi a Jesolo, nel periodo invernale) o a quella di Oliviero Toscani (veneti ubriaconi). Evidentemente il Veneto e i veneti sono come la Juve: siccome vinciamo sempre, stiamo anticipatici. Il fatto che scomodiamo così tanti personaggi noti, magari significa che Jesolo è veramente forte e ci temono. Battute a parte, sono frasi che si commentano da sole. A volte sembrano solo tentativi di avere visibilità».

«Invidia»

«Caro Vince’, Ccà nisciuno è fesso. Secondo te 32 milioni di italiani e stranieri che scelgono il sole e il mare di Jesolo e del Veneto e il verde di Cavallino sono fessi? Pulizia. Sanità. Accoglienza sono i nostri plus - scrive il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia -. L’invidia è una pessima musa ispiratrice - prosegue - fa perdere lucidità. Fa dire e fare strafalcioni. La Campania ha un territorio e un mare meraviglioso, ma se Jesolo e Cavallino da sole fanno quasi 12 milioni di presenze l’anno, fossi in lui mi chiederei perché succede, escludendo l’ipotesi che i turisti non siano in grado di valutare la qualità della vacanza che scelgono. Se Cortellazzo e Treporti attraggono più di Posillipo – aggiunge Zaia – un motivo c’è, ed è prima di tutto la qualità complessiva dell’offerta veneta, grazie alla quale siamo la prima regione turistica d’Italia con 70 milioni di presenze all’anno e quasi 20 milioni di arrivi. E in questo ambito Jesolo apporta 5,5 milioni di presenze e Cavallino, la capitale internazionale del plen air, arriva a 6,2 milioni. A De Luca dico che, a volte, basta copiare».

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