L’opera King Kong Rhino di Li-Jen Shih alla Biennale Architettura 2018 - Il grande rinoceronte “eroe sopravvissuto” al giardino Marinaressa

In occasione della 16a edizione della Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, la Biennale ospita nella sezione collaterale "TIME SPACE EXISTENCE", l’opera “King Kong Rhino”, dell’artista, scultore e gallerista cinese Li-Jen Shih.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

Riceviamo e pubblichiamo:

"In occasione della 16a edizione della Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, la Biennale ospita nella sezione collaterale "TIME SPACE EXISTENCE", l’opera “King Kong Rhino”, dell’artista, scultore e gallerista cinese Li-Jen Shih. La scultura in acciaio dalle enormi dimensioni (8 metri di altezza e 4 metri di larghezza che rappresenta un Rinoceronte), è rimasta profondamente impressa nella mente di tutte le persone che hanno avuto modo di vederla dal giorno della sua installazione a Venezia fino ad oggi.

La sua potenza emotiva e valore simbolico, (connesso al rapporto dell’uomo con il suo futuro e con la natura, e la tutela del Rinoceronte, specie protetta in via d’estinzione) e la sua forma e brillantezza uniche, hanno attirato l’attenzione del pubblico della Biennale e dei tantissimi turisti e passanti, tanto da diventare un punto di riferimento per la città di Venezia.

L’invito della Biennale di Venezia ad estendere la presenza di “King Kong Rhino” al Giardino della Marinaressa fino al 25 novembre 2018. L’OPERA - KING KONG RHINO Simbolo di giustizia e potere, “King Kong Rhino” è stata realizzato con materiale d'acciaio inossidabile per riflettere i quotidiani cambiamenti del cielo e dell’ambiente a lui circostante.

Per la sua creazione, l'artista Li-Jen Shih ha voluto trasformare il rinoceronte, una maestosa creatura da sempre simbolo di fortuna e gentilezza nella cultura cinese, in un’opera artistica futuristica, un'icona eroica e moderna del “vero sopravvissuto”. “Il rinoceronte è sempre stato una creatura a me vicina. Ho seguito con forte dolore, la sua situazione precaria nel mondo e per questo ho deciso di creare un’opera che possa testimoniare la sua bellezza e sensibilizzare gli uomini sul tema e sul rischio d’estinzione dei rinoceronti nel mondo – dichiara Li-Jen Shih - “A livello spirituale, la mia scultura incarna molti pensieri radicati nell'antica cultura cinese, mentre, nello stile e nell'espressione, rappresenta la modernità. Sebbene “King Kong Rhino” sia considerata una scultura urbana, è più di questo: mi sono incarnato in esso, e il mio spirito sarà ereditato e portato avanti”.

La scultura del Rinoceronte d’acciaio, con la sua armatura, accompagnato da rivetti e vajra moderni, emana una forte aria di perseveranza diversa dalle sculture tradizionali. Nel corno è impressa una impronta digitale umana che rappresenta l’azione predatoria dell’uomo e ricorda l’importanza del rispetto dovuto a tutte le specie animali sulla terra. "King Kong Rhino" prima di arrivare a Venezia, è stata la scultura scelta come tema annuale alla Shanghai Art Fair nel 2011 ed è stato installato nella piazza principale di Kelti International Co a Taipei.

KING KONG RHINO - TIME SPACE EXISTENCE – BIENNALE D’ARCHITETTURA DI VENEZIA - fino al 25 novembre – Giardino della Marinaressa – (Riva dei Sette Martiri, 30122 Venezia); Curatori Rene Rietmeyer e Sabrina Ardizzoni

L’ARTISTA - LI JEN SHIH Li-Jen Shih è nato a Changhua County, Taiwan, nel 1955, e ha iniziato la sua carriera nel mondo dell’arte come curatore e gallerista in Cina e Taiwan. All’età di quarant’anni, seguendo la sua vocazione artistica, ha iniziato a creare sculture; tra le sue prime creazioni, le opere d'arte in bronzo "Naked Female", "Leopard series", "Flocks of Sparrow", "The Formosan Mountain Dog". Fino ad interessarsi al Rinoceronte e alla sua potenza simbolica, realizzando varie serie di sculture tra cui la famosa "King Kong Rhino" diventata la sua opera rappresentante. Li Jen Shih è un’artista moderno ma fortemente connesso con la tradizione, usa il linguaggio contemporaneo per rivelare l'antico soggetto tradizionale. La forma di "King Kong Rhino" contiene elementi di futurismo e postmodernismo, per rinnovare e al contempo relazionarsi ai fondamenti dello stile e della conoscenza orientali. Le sue sculture di rinoceronti, sono oggi installate nei centri urbani delle più importanti città cinesi tra cui Taipei, Taichung e nel sud di Taiwan, Pechino, Shanghai e nello Shandong. Tutti, compresi i bambini, adorano riunirsi attorno ai rinoceronti di Li-Jen Shih tanto da avergli dato un soprannome: The Rhino Papa, l’artista dei rinoceronti. È il primo artista cinese ad essere invitato alla Biennale di Venezia per due anni consecutivi.

TIME SPACE EXISTENCE – BIENNALE D’ARCHITETTURA DI VENEZIA La sezione collaterale della Mostra Biennale di architettura, "TIME SPACE EXISTENCE" quest’anno alla sua quarta edizione, presenta una vasta selezione di opere di architetti, fotografi, scultori e università di tutto il mondo. Gli architetti e gli artisti partecipanti provengono da diversi background culturali e diverse fasi di carriera, ciò che li accomuna è la loro dedizione all'architettura nel senso più ampio della loro professione. Il tema “TIME SPACE EXISTENCE” offre la possibilità per ogni artista di concentrarsi su queste domande esistenziali fondamentali, creando una straordinaria combinazione di progetti e approcci. Ogni location dedicata alla mostra offre un'atmosfera specifica. Le sale di Palazzo Bembo ospitano principalmente presentazioni soliste, tra cui i progetti di Richard Meier, Curtis Fentress e la North Carolina State University. Palazzo Mora presenta le ricerche di molte università insieme a una grande varietà di presentazioni fotografiche e progetti di studio internazionali come S.O.M. Chicago e la Fondazione Mies van der Rohe. Il Giardino della Marinaressa ospita una varietà di sculture e installazioni come “King Kong Rhino” di Li-Jen Shih, ma anche il Padiglione Nazionale del Pakistan, e il progetto monumentale “Facing Gaia” dello studio di Daniel Libeskind."

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