Lettera delle lavoratrici Coin di Rialto alla titolare: "Non abbiamo mai sentito la sua voce"

"Avremmo voluto un confronto per capire le ragioni della scelta di chiudere, rigettando un accordo con le istituzioni per il rinnovo della locazione e realistiche proposte economiche"

Non intendono gettare la spugna le dipendenti dello storico punto vendita del marchio veneziano, Coin, di Rialto, che a Venezia non ha più una sede. Attraverso il sindacato Filcams Cgil Venezia hanno deciso di far recapitare una lettera alla loro ex titolare, Paola Coin, per far capire le loro ragioni.

Un altro immobile

Innanzitutto perchè, come spiegato dal segretario della Filcams Cgil, Monica Zambon, è cominciata fin da subito, da parte dei lavoratori, la ricerca di un altro immobile, visto il mancato accordo per il rinnovo del contratto di locazione a Rialto, motivo fondamentale dello smantellamento del negozio.

Poi perché le dipendenti, nel corso di tutta la vertenza, hanno sostenuto di non aver mai avuto un confronto con la titolare, Paola Coin, incontro che oggi tornano a chiedere con decisione, nella lettera, nella convinzione che il loro investimento, personale e professionale, volto a far crescere il marchio veneziano in tutto il mondo, e la fiducia e la serietà dimostrate per anni, non possano essere cancellati.

Conseguenze

Inaccettabile, per le dipendenti Coin Rialto e per il sindacato Filcams, la perdita della sede: "Stiamo smontando tutti i banchi e stiamo portando via tutta la merce - scrivono - cosa che mai avremmo pensato neppure lontanamente di dover fare, in una città come Venezia, che vive di turismo e commercio".

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"Abbiamo dovuto prendere atto che rispetto, solidarietà e lealtà sono state messe in secondo piano in nome di interessi strettamente economici - scrivono -. Con le sue scelte Lei ha cancellato un secolo di storia della nostra città e ancora non riusciamo a credere che si sia rassegnata senza trovare alternative. Siamo sicure - concludono - che anche di fronte a questa esperienza come lavoratrici sapremo conservare la nostra umanità".

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