Codice identificativo per gli affitti turistici: «Solo a chi rispetta le prescrizioni urbanistiche»

Gruppo25Aprile: «Serve legare la certificazione al possesso di criteri certi come l'autorizzazione allo scarico dei reflui in laguna e l'agibilità e la sicurezza degli impianti»

Venezia, panoramica

Codice identificativo come marchio per garantire la regolarità di chi affitta immobili a turisti a Venezia. Questo l'impegno della Regione che lunedì, nell'incontro con il Comune, ha assicurato l'imminenza dell'entrata in vigore delle disposizioni che mitigano la liberalizzazione del mercato delle locazioni turistiche nella città lagunare. Un'offerta oggi quasi senza regole, che rischia di abbassare la qualità del settore, ma anche di erodere la residenzialità. «Con l'obbligo di dotarsi delle fosse settiche - aveva sottolineato Ava (associazione albergatori Venezia) -, più di 3 case su 10 potrebbero essere riconvertite e tornare a disposizione di chi vuole affittare casa, non potendosi adeguare a quelle prescrizioni. E rientrerebbero nel mercato destinato alla residenza, dando respiro alla domanda di alloggi, visto che a Venezia trovare casa è ormai impossibile». Ancora di più dopo la stretta sulle locazioni nell'edilizia residenziale pubblica, sempre a seguito di una legge regionale. Sulla stessa linea il Gruppo25Aprile. «Il codice identificativo funziona se per ottenerlo vengono certificate la conformità urbanistico-edilizia dell'immobile, l'agibilità e la sicurezza degli impianti e la concessione o autorizzazione allo scarico dei reflui in laguna». 

Tratti di distinzione

«Il rispetto delle prescrizioni urbanistiche permette di contrastare l'abusivismo e fare ordine fra i titolari di locazione turistica imprenditoriale, considerato anche l’aumento del carico inquinante che deriva dalla trasformazione di appartamenti, in cui vivevano persone sole o coppie anziane, in locali in cui vengono stipati posti letto a uso turistico - scrive il 25Aprile nella lettera indirizzata alla Regione -. A questo propositio ricordiamo che è attualmente pendente una procedura di infrazione Ue proprio per il mancato trattamento delle acque in ampie porzioni del territorio comunale. Chiediamo inoltre di essere convocati, a scopo consultivo, alle prossime audizioni sulla formulazione del regolamento attuativo - aggiunge il Gruppo, annunciando - un confronto sul tema in Bragora, nella sede del comitato a Castello, il prossimo 20 settembre».

Fosse settiche

«Il nostro obiettivo è essenzialmente quello di assicurare la massima trasparenza nel settore della ricettività turistica, a tutela dei consumatori ma anche dei tanti operatori, proprietari e gestori di strutture, che operano in assoluta legittimità e nel pieno rispetto delle regole - hanno assicurato l'assessore regionale Federico Caner e quello comunale al Turismo Paola Mar, nell'incontro di lunedì. Ma già qualche mese fa a parlare di fosse settiche ci aveva pensato il sindaco Brugnaro, in una discussione sulla possibilità di «distinguere le strutture alberghiere dagli altri immobili». Elemento critico per Abbav, associazione b&b, affittacamere e appartamenti del Veneto: «L’amministrazione vuole scaricare sulle locazioni l’aumento del carico inquinante, dovuto al fatto che a Venezia le abitazioni sono in gran parte prive di fosse settiche, perché spesso non risulta materialmente possibile realizzarle. Si parla di maggior carico inquinante per le locazioni turistiche, quando invece il flusso non è costante durante l'anno, e probabilmente perfino più leggero rispetto a quello residenziale. La motivazione che spinge l’attuale giunta a voler imporre, con il nuovo regolamento edilizio, la realizzazione obbligatoria delle fosse settiche agli appartamenti locati ai turisti non è chiara. Sarebbe invece auspicabile un maggiore impegno a dotare la città di Venezia di un adeguato sistema fognario, come previsto dalla legge speciale 206/95».

Offerta di qualità

«Il regolamento del sindaco Luigi Brugnaro farà ordine permettendo di individuare, tra gli alloggi in affitto ai turisti, chi garantisce un'offerta di qualità - aveva affermato Claudio Scarpa di Ava -. Gli alberghi di Venezia devono avere le fosse settiche. Con questa norma si stabiliscono le stesse condizioni per tutti, rendendole obbligatorie anche per gli appartamenti che vorranno ospitare i turisti».

Residenzialità

«Anche il Comune - ricorda infine il Gruppo25Aprile tornando al tema della residenzialità - è proprietario di un gran numero di appartamenti, e diversamente dall’Ater è riuscito a reperire le risorse finanziarie (una decina di milioni, più i fondi europei a cui ha opportunamente attinto) per restaurare quelli vuoti. Questi i dati a livello comunale: ristrutturati integralmente e in parte già assegnati, 441 appartamenti precedentemente sfitti o inagibili (di cui 154 nella Venezia insulare). In fase di conclusione i cantieri per altri 32 alloggi, di cui 15 nella Venezia insulare. Aggiungendo quelli in fase di avvio, l’impegno economico a bilancio nel periodo 2015-2020 dovrebbe corrispondere a un totale di 796 alloggi precedentemente sfitti o inagibili. Come beneficiarne? Partecipando ai bandi che vengono pubblicati sulla pagina internet del Comune».

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