Via le mani da Ca' Sagredo, si fanno avanti i candidati per averle: l'opera a New York?

Diverse opzioni sulla destinazione della scultura di Quinn dopo la rimozione dal Canal Grande. Tanti sperano che resti a Venezia, provvisoriamente dovrebbero andare a Marghera

Partita la gara a chi riuscirà ad accaparrarsi "Support", le celebri mani giganti che stanno per essere rimosse dal Canal Grande. Non si può negare che l'opera di Lorenzo Quinn abbia saputo attirare l'attenzione, diventando un fenomeno di portata mondiale. E così, ora che ha le ore contate (rimozione prevista il 30 aprile), sono in tanti a voler portarsele a casa. Diversi istituti di Venezia hanno espresso interesse, tra cui palazzo Zaguri. Ma se le mani non resteranno in laguna - come riportano i quotidiani locali - potrebbero finire anche al museo Guggenheim di New York, oppure a Pisa.

Il successo

Si vedrà. Quel che è certo è che presto non saranno più ciò per cui erano state concepite, ovvero un grande elemento di "supporto" per il palazzo Ca' Sagredo affacciato sul canale. Le indicazioni della Soprintendenza sono perentorie, l'opera va rimossa perché se restasse oltre costituirebbe un precedente inammissibile in un ambito così delicato. L'immagine di quelle mani giganti che "sbucano" dall'acqua e sembrano sostenere le mura del palazzo aveva stupito tutti. L'idea era nata nell'ambito della Biennale d'Arte, inizialmente tra lo scetticismo degli addetti ai lavori e bocciata dalla Soprintendenza, poi approvata - ovviamente solo in via provvisoria - e anche patrocinata dal Comune. Dopodiché è stato un successo travolgente.

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Pronte a volare negli Usa?

Lo scultore, che è figlio di madre veneziana, ha spiegato che il suo sogno è che l'opera resti in laguna. Se non nel canale, almeno in un museo. Moltissime persone - veneziani e non - apprezzano quelle mani e vorrebbero che rimanessero là dove sono. Tra loro, naturalmente, c'è anche Lorenza Lain, direttrice del Ca' Sagredo hotel: "Potessi ascoltare il mio cuore le terrei - ha detto - Ringrazio comunque il Comune e la Soprintendenza per la possibilità che abbiamo avuto". A fine mese saranno trasportate probabilmente in un magazzino a Marghera, dopodiché, se non si troverà un posto adeguato, potrebbero volare in America.

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