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Marcato: «Vogliamo tutti tutelare chi lavora nelle aziende ancora aperte» | VIDEO

Le parole dell'assessore regionale allo Sviluppo economico dopo l'incontro di oggi con le categorie economiche e le parti sociali

 

Garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, ad ogni costo, compresa la sospensione delle attività che non siano in grado di garantire i requisiti minimi di distanza per arginare il contagio. Questo il tema centrale dell’incontro, svoltosi oggi in Regione in videoconferenza,  tra le parti sociali - organizzazioni sindacali e datoriali della manifattura e del terziario - e gli assessori regionali al lavoro, Elena Donazzan, e allo sviluppo economico, Roberto Marcato.

«In questo momento di grande difficoltà il sistema veneto sta dando prova di grande senso di responsabilità e di unità di intenti” - sottolinea l’assessore Donazzan - Sindacati e imprenditori concordano a tutto tondo nel mettere al primo posto la salute dei lavoratori e delle loro famiglie, che sono parte integrante delle nostre aziende.  E sono pronti a condividere nelle prossime ore un protocollo generale di principi, di cui la regine si farà garante, che ribadisca la centralità che le condizioni di sicurezza devono avere in tutti i settori. Aspettiamo di prendere visione  delle indicazioni che il governo sta  elaborando in queste ore, in dialogo con le parti sociali, per evitare di sovrapporci o di adottare scelte discordanti. La nostra linea politica è quella di rispettare le indicazioni del governo centrale e della comunità scientifica per collaborare al meglio nella gestione di questa emergenza.»

«Il momento è difficile e cruciale – ha aggiunto poi Marcato – anche perché al valore prioritario della tutela e della salute dei lavoratori va coniugata anche l’esigenza di salvaguardare il potenziale produttivo del nostro sistema che, se ora sta soffrendo per la chiusura delle frontiere, il blocco dell’export e la chiusura generalizzata dai negozi, deve trovarsi pronto a ripartire con dinamismo quando l’emergenza sarà finita.»

Da parte dei rappresentanti sindacali è stata ribadita l’esigenza, ma anche la disponibilità, a definire a livello regionale modalità di comportamento chiare, univoche e coerenti con la necessità di fermare il contagio del Covid-19, garantendo standard di sicurezza ai lavoratori in tutte le attività, anche in quelle che non possono e non devono fermarsi.

«Stiamo vivendo un evento drammatico, come in una guerra - ha ribadito il presidente di Confidustria veneto, Enrico Carraro - e in guerra le fabbriche non si fermano. Non possiamo fermare la macchina produttiva, me deve essere chiaro che solo le aziende che sono nelle condizioni di garantire sicurezza ai propri lavoratori, o sono in grado di adeguarsi, potranno continuare a produrre. Per questo attendiamo indicazioni chiare per un protocollo nazionale di sicurezza, in modo che da lunedì lavoratori e aziende possano lavorare in condizioni di tutela e con pieno senso di responsabilità verso il Paese.» 

La richiesta di indicazioni chiare e pragmatiche, per i diversi settori, è stato il denominatore comune delle diverse voci imprenditoriali intervenute, pur nella diversità degli accenti. Confcommercio e Confesercenti si sono dette propense ad una generale sospensione delle attività e a garanzie di sanificazione e controllo per quelle di pubblica utilità che non possono fermarsi; Confimi, Confartigianato e Cna preferirebbero mantenere solo le attività strettamente necessarie, ma sempre nel rispetto di condizioni di sicurezza dei lavoratori. Più netta la posizione di Ance, l’Associazione nazionale dei Costruttori che ha invocato uno stop di 15 giorni dei cantieri e delle gare di appalto perché, come dichiarato dal presidente regionale Paolo Ghiotti: «nel nostro settore non siamo in grado di rispettare le distanze e le condizioni  di sicurezza rispetto al pericolo di contagio.»

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