Medico di Mirano, operato dalla sua stessa équipe, torna in piedi dopo solo un'ora dall'intervento | VIDEO

La squadra medica miranese si rivela ancora una volta eccellenza nella chirurgia delle ernie addominali

 

Da medico a paziente: è la situazione in cui si è trovato il dottor Corrado Da Lio, Primario di Chirurgia della Ulss 3 di Mirano.

Colui che guida come “Facente Funzioni” la Chirurgia dell’Ospedale miranese è stato infatti sottoposto ad un intervento ad un’ernia inguino-scrotale. A guidare la delicata operazione è stata la sua équipe chirurgica, forte di un’esperienza ultraventennale sul tema delle ernie addominali. Un risultato sorprendente: dopo solo un’ora dal trattamento Da Lio già riusciva a stare in piedi e a camminare.

«Ho testato da un punto di vista differente da quello consueto la competenza della nostra équipe - dichiara - e posso confermare per esperienza provata che all’interno del Servizio/Ambulatorio di Patologia della Parete Addominale ci sono medici altamente specializzati, che hanno affinato e aggiornato la tecnica per il trattamento delle ernie addominali.»

Nella Chirurgia dell’Ospedale di Mirano si eseguono circa 2200 interventi l’anno, di cui ben 400 riguardano patologie della parete addominale e, in particolare, le ernie prodottesi in questo settore, che non vanno confuse con quelle del disco. Si tratta di una patologia frequente, soprattutto negli uomini, che i medici del miranese affrontano chirurgicamente nel 95% dei casi in regime di ricovero ambulatoriale, con anestesia locale. L'ernia della parete addominale include tutti i casi in cui parte o l’intero intestino fuoriesce dalla sua sede naturale approfittando della debolezza dei muscoli e delle fasce dell'addome o di una "porta" - un buco - naturale come l'ombelico, l'inguine o altre vie. Questo può accadere per vari motivi, soprattutto congeniti, presenti fin dalla nascita, o per lo sforzo o per il progressivo invecchiamento e rilassamento dei muscoli che sostengono l’addome.

L’intervento, che dura in media 30-40 minuti, prevede una piccola incisione che permette al chirurgo di inserire una rete protesica che blocca la fuoriuscita delle viscere e che, una volta inserita, col tempo, si integra con i tessuti dell'organismo rafforzando la preesistente area di debolezza. I punti di sutura, inoltre, si riassorbono. Il paziente, dopo alcuni giorni, può ridurre o sospendere l’assunzione dei farmaci analgesici e se ha un lavoro di tipo impiegatizio, può rientrare in ufficio entro sette giorni, che diventano circa una ventina se la persona pratica sport e svolge un’attività lavorativa più impegnativa dal punto di vista fisico.

«Per questo tipo di patologia - dichiara ancora Da Lio - abbiamo costituito, qualche anno fa, un ambulatorio e un percorso dedicato, che ci permettono una presa in carico più ottimale, una migliore selezione dei diversi casi e un tipo di trattamento personalizzato grazie a chirurghi dedicati alla patologia della parete addominale.»

«L’ernia non guarisce da sola -  spiega il Responsabile del Servizio della Patologia Addominale, il dottor Ermanno Tiso - è una zona di debolezza della parete addominale che deve essere trattata chirurgicamente. A Mirano abbiamo affinato una tecnica già esistente, che eseguiamo in maniera sartoriale e che ci permette di operare persone che un tempo erano inoperabili o ad alto rischio anestesiologico, in quanto grandi anziani o persone con presenza di pluripatologie: basti pensare che se la persona più giovane che abbiamo operato aveva 18 anni è anche vero che la più anziana ne aveva 102. Il paziente selezionato per l’intervento in regime ambulatoriale giunge in Ospedale la mattina stessa dell’intervento, gli viene somministrata l’anestesia localmente e può tornare a casa propria dopo quattro ore dall’intervento».

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