Mercato di Rialto, la proposta di riutilizzo viene dal Consiglio: «Una scommessa per tutti» VD

Ma ai cittadini presenti in sala questa volta non viene data la parola. Pea: «Occorre rispettare l'ordine del giorno». Opposizioni: «Si potevano sentire subito i Comitati, come si usa fare»

Pescheria a Rialto

Non è una delibera di giunta quella che descrive idee e proposte per Rialto e il suo mercato, ma una proposta di delibera di iniziativa consiliare. Questa ha aperto, martedì mattina, il dibattito in sesta Commissione a Ca' Farsetti, per l'uso del mercato storico della città. A rappresentare i promotori della iniziativa, il consigliere Maurizio Crovato: «Ho chiesto che si mettano in piedi idee per l'utilizzo del primo piano della pescheria, oltre mille metri quadrati più 250 di loggione, dove si potrebbe realizzare un museo ma anche un ristorante didattico e ben vengano altre proposte per ridare vita a un mercato che oggi è depresso, e rischia di diventare un'altra chinatown. Dobbiamo vincere la scommessa, una scommessa che è di tutti i cittadini - dice Crovato - e tornare a far pulsare il cuore della città».

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Progetti e autosostenibilità

«Ci sono - continua Crovato - esempi come Firenze, Torino, Roma, che con importanti progetti hanno cambiato il loro mercato storico. Oggi, quando si va a prendere il pesce a Rialto, si vedono più turisti che fotografano, che cittadini che acquistano. Il mercato langue, cerchiamo di avere idee e immaginazione per invertire la tendenza. Sono soddisfatto per come è iniziata la Commissione perché apre un dibattito, su Rialto e sull'uso del mercato di Rialto, che è trasversale: maggioranza e minoranza sono unite per affrontare un grande progetto per il centro della città. Le Generali hanno insegnato, con il loro intervento alla Procuratie, che si può invertire il percorso e creare un progetto di lavoro totalmente diverso dal turismo. Il sindaco stesso, quando a gennaio ha incontrato il comitato Rialto Novo, si è detto favorevole a un concorso di idee provenienti dal basso, e all'autosostenibilità. E questa è solo la prima Commissione, cui ne seguiranno altre con l'apporto dei cittadini, in cui si è affrontato il futuro del mercato. Dobbiamo avere grande immaginazione - conclude il Consigliere - perché uniti si vince».

Un bando internazionale

«È un bell'esempio di collaborazione la proposta - dice l'assessore Paolo Romor presente in Commissione - e può portare a un avviso pubblico internazionale per sollecitare idee o progetti, scritto e diffuso in più lingue, con un piano di sostenibilità economica e finanziaria collegato, in modo da dare concretezza alle iniziative. Questo percorso porterebbe alla fase successiva, quella pubblica, di coinvolgimento di cittadini, di comitati, di dibattito, fino all'incontro con la Soprintendenza e i Musei Civici. Un momento che permette, a quanti ritengono di poter dare un contributo, di apportare conoscenze e competenze - dice Romor - e che, dopo il vaglio tecnico, porterebbe alla quarta fase, quella della stesura del bando. Una procedura che dà un ordine alle cose».

Attività legate alla produzione 

«Ricordiamoci che rilanciare Rialto, cuore storico della città, rischia di voler dire ingrassare i progettisti del mondo. La nostra operazione deve restare ancorata al mercato cittadino - afferma il consigliere Giovanni Giusto - ricalcando usanze e tradizioni del posto. Non dobbiamo dimenticare la causa dello svuotamento dei banchi, cioè la convinzione di seguire la logica del turismo fino a diventarne schiavi. Dobbiamo parlare di un mercatino che un tempo esisteva, aveva le sue particolarità ed era il cuore della città. Ben vengano i progetti, ma per il rilancio del mercato dei cittadini. I tempi sono cambiati, lo sappiamo, ma allora cerchiamo il modo per riadattarlo alle nuove esigenze. E invece di promuovere il museo meglio pensare ad attività legate al mercato. Ricordo che la Lega fu l'unica a fermare il progetto del museo islamico di Orsoni e Company, in loco. Conviene orientarsi a qualcosa che sia collegato alla produzione e non perdersi in voli pindarici. Lanciamo un messaggio ai residenti: ritorniamo a Rialto, darà ossigeno al nostro mercato, e stiamo attenti a chi diamo le licenze».

I cittadini

«Concordo con il consigliere Crovato - interviene il consigliere Rocco Fiano -, la proposta deve essere portata avanti con energia e anche il bando pubblico, ma ascoltiamo comitati e cittadini subito». Un'idea che fa scattare una fase accesa del dibattito in Commissione, quella di dare la parola alle persone presenti in sala. Che trova il consenso dell'opposizione: Partito Demicratico, 5 Stelle e della consigliera Silvana Tosi della Lega, e il diniego della presidente di Commissione, Giorgia Pea. «Aspettiamo, prima di dare la parola alle associazioni - interviene Pea -. Questo è l'ordine del giorno di oggi. Poi ci sarà una raccolta di idee e anche il decentramento, con l'intervento delle Municipalità e dei cittadini. Questa mattina l'ordine dei lavori è un altro e non prevede interventi della cittadinanza - afferma Pea energicamente -. Ascoltare i comitati è prematuro in questa fase, oltretutto se fossi il sindaco in questo momento andrei con i piedi di piombo a dare la parola. Per evitare fuorvianti litigi e contrapposizioni, al momento è previsto che non venga sentito nessuno».

Le norme e i prodotti

«Spero verrà convocata anche la Commissione Attività Produttive, per avere una completezza di analisi della proposta del mercato di Rialto - interviene la capogruppo del Pd in Consiglio, Monica Sambo -. Per quanto riguarda il museo o le possibili altre attività bisogna ricordare che da un lato le abitudini sono cambiate, quelle dei residenti, come quelle dei turisti e che, per quanto riguarda i cittadini, il problema dello spopolamento non gioca certo a favore, per un ritorno al mercato. C'è poi da verificare la legislazione regionale e nazionale in materia di vendita di determinati prodotti nel mercato di Rialto, che non è consentita. È importante e va sostenuta la proposta culturale del museo - aggiuge Sambo -. Condivido la concertazione con i cittadini perché i bandi calati dall'alto nel territorio rischiano di non avere seguito. Il bando va scritto in commissione, con la partecipazione delle categorie economiche, dei cittadini e delle associazioni, altrimenti poi si rischia di non poterlo più cambiare».

Valore aggiunto alla città

«Il problema del mercato di Rialto è un po' lo stesso di tutti i negozi di vicinato, che stanno scomparendo - commenta Sara Visman dei 5 Stelle -. A Rialto la situazione è tragica, anche al sabato c'è desolazione e i banchi del pesce e ortofrutta sono vuoti, con una offerta di prodotti sempre meno varia. Sono contenta di questa iniziativa, sappiamo che cittadini e comitati si battono da anni con iniziative per salvare il mercato. Faremo la nostra parte - dice Visman - daremo supporto a quello che viene chiesto dai cittadini. Ci sono le possibilità anche di fare del mercato un centro di interesse per turisti, come è stato per il Salone Nautico. Bisogna individuare orari e parti scoperte e coperte per riallocare le attività, per il museo e per far convivere la parte museale con i banchi e i progetti, magari a rotazione. Ma dobbiamo ascoltare anche le proposte più semplici, quelle delle persone più fragili. Non vorrei fossero scartate cose che portano un valore aggiunto alla città. Aspettiamo la nona Commissione, dove poi si vedranno in concreto le proposte e la fattibilità».

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