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Porto Marghera alla 76. del Lido. Lotte, dignità e amicizia

Prendere la realtà e portarla nella realtà. Attori compresi. Che non sono attori, ma lavoratori, rientrati nei laboratori degli stabilimenti chimici. Come fossero ancora di turno

 

Usciti nella realtà, rientrati per finzione a Porto Marghera. Ma per Nicoletta, Lucio e Alessandro, ex lavoratori Vinyls, la dignità e l'amicizia sono stati e sono fatti veri nella battaglia per difendere l'occupazione nel polo chimico veneziano. Chi ha presidiato le torce del petrolchimico, giorno e notte. Chi invece ha diffuso in parole e musica la propria rabbia per la perdita del posto. Sono stati e rimangono protagonisti di un pezzo di storia industriale del Paese. Neppure la paura della gente è finzione. C'era ed è rimasta. La paura degli impianti, dell'inquinamento, del pericolo Porto Marghera. «Con la differenza - dice Lucio - che noi abbiamo mostrato anche il lato umano dell'industria». «Non occuparci di questo significa non avere una una corretta visone del rapporto tra bisogno e realtà - dice il regista Andrea Segre - come l'emozione e il desiderio che i lavoratori avevano nel fare quel lavoro. Chimica a Venezia è il bisogno di lavorare e vivere in questo territorio». 

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