Roger Waters: «Salvini, Trump e Bolsonaro? Stanno distruggendo il nostro pianeta»

Un attacco diretto ai rappresentati della politica contemporanea da parte del membro storico dei Pink Floyd alla conferenza stampa sul documentario Us + Them

Foto di Massimo Tommasini

Roger Waters arriva al Lido di Venezia per presentare il documentario Us + Them, un lavoro che mette sul grande schermo, grazie alla regia di Sean Evans, la storia del suo ultimo tour, che include brani tratti dai leggendari album della sua band, i Pink Floyd e che racconta il suo ultimo progetto da solista Is This The Life We Really Want?. Nei suoi spettacoli da vivo, così come nel documentario non mancano riferimenti alla politica attuale con messaggi improntati sui diritti umani, la libertà e l'amore che mirano a far riflettere il suo pubblico sulla situazione contemporanea che vede vacillare molti di questi valori da lui professati, primo tra tutti il rispetto dell'altro, l'accettazione del diverso e la salvaguardia del pianeta.

«Salvini? Grazie a Dio non c'è più»

Alla conferenza stampa tenutasi oggi nel Palazzo del Casinò, Waters sferra un attacco diretto alla politica di alcuni dei paesi rappresentati da figure che, secondo lui, con il loro governo stanno mettendo a rischio la salvaguardia dell'ambiente e quella dei valori di umanità ed empatia. Non manca, a inizio conferenza, una domanda sulla situazione politica italiana con riferimento a Salvini alla quale Waters risponde con fermezza: «Salvini? Grazie a Dio non c'è più, almeno temporaneamente. Viviamo in un periodo molto duro, se non poniamo resistenza al fascismo che sta distruggendo il nostro pianeta, non ne rimarrà più niente». 

«Abbiamo bisogno che i giovani pensino»

È politico quest'ultimo lavoro di Roger Waters, non autobiografico, e lui stesso non ha paura di far vedere come la pensa. «C'è un forte messaggio politico-umanitario nel mio film, io credo fortemente nei diritti umani e il punto di partenza del mio lavoro è proprio quello di cercare di riparare ai danni delle politiche passate e contemporanee» un attacco diretto quello di Water ai leader di alcune nazioni a cui non ha paura di puntare il dito contro ritenendo loro, e le loro politiche neofasciste, la rovina della società, tra questi, oltre a Matteo Salvini, anche Donald Trump e il presidente del Brasile Jair Bolsonaro. Un progetto politico che vuole far riflettere i giovani e che si rivolge a loro: «Abbiamo bisogno che i giovani pensino - sostiene Waters - e che si rendano conto che non sono i soldi a fare la felicità ma la condivisione».

Sui migranti

Il fondatore dei Pink Floyd continua il suo discorso con una riflessione sul tema dei migranti spingendo il pubblico a ritrovare l'empatia perduta e la compassione nei confronti di persone che stanno semplicemente cercando un modo per avere una vita migliore. «Ci sono persone che si imbarcano e rischiano di annegare nel Mediterraneo per arrivare in Italia e non lo fanno perché vogliono "rubarvi la pizza" - afferma Waters rivolgendosi al pubblico italiano in sala - lo fanno perché sono disperati, ecco perché e dobbiamo aiutare le nuove generazioni ad aiutare gli altri».  

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