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Le trasformazioni di Venezia: Graziano Arici alla Fondazione Querini Stampalia | VIDEO

Oltre un milione e mezzo di fotografie. La mostra dal 29 novembre

 

Raccontare i cambiamenti di Venezia attraverso fotografie, lastre, stereoscopie e stampe digitali: una memoria visiva della città, e patrimonio dell’archivio Graziano Arici: in mostra da venerdì 29 novembre alla Querini Stampalia di Venezia. 

L'esposizione è il primo progetto con cui la Fondazione intende valorizzare questo straordinario fondo, donato alla biblioteca veneziana nel 2017 da Graziano Arici. Oltre un milione e mezzo di fotografie. La vasta produzione del fotografo, iniziata nel 1979 (reportage, ricerche varie su Venezia e sul mondo della cultura, opere personali), si associa a diverse collezioni fotografiche acquisite nel tempo (Venezia, dall’Ottocento al Novecento; ritratti di artisti tra il 1945 e il 1970 e altro). 

Nella scelta espositiva si ripercorre il periodo tra la fine della dominazione austriaca e l’annessione al Regno d’Italia, passando attraverso due guerre mondiali, il secondo dopoguerra, le contestazioni degli anni Sessanta e Settanta, fino ai grandi eventi di Piazza San Marco, il passaggio delle grandi navi e le trasformazioni della laguna. Il racconto evocato dalle immagini ha un suo controcanto narrativo nei testi di Mario Isnenghi e Ariane Carmignac presenti nel catalogo della mostra. 

L' Archivio Graziano Arici

L’Archivio Graziano Arici, diventato il «Fondo Arici» nella sua collocazione veneziana all’interno delle collezioni della Fondazione Querini Stampalia, grazie alla donazione che il fotografo ha fatto nel 2017, raccoglie fotografie dal 1856 ad oggi, e continua a crescere.

Si tratta di un archivio fotografico unico, sia per il numero delle immagini che per la storia della sua costituzione. Somma delle fotografie e delle acquisizioni di Graziano Arici (fotografo, nato a Venezia nel 1949, residente da molti anni ad Arles, in Francia, e tuttora in attività) è, prima di tutto, costruito come un database di immagini che permette al fotografo di catalogare e diffondere le sue realizzazioni ma pensato anche come una raccolta di immagini di carattere storico, culturale, artistico e di ogni provenienza. 

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