Nessuna intitolazione per Fairfield e Platt

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

Riceviamo e pubblichiamo:

"Nel dicembre 2017 abbiamo presentato, all’assessorato alla Toponomastica del Comune di Venezia, la richiesta di intitolazione dei Giardini di Via Piave a due volontari della Croce Rossa che il 26 gennaio del 1918, perirono durante il pesante bombardamento sulla città: R. Cutts Fairfield e W. Davenport Platt; commemorati all’inizio del 2018 anche dal Centro Studi Storici di Mestre. Dopo alcuni solleciti telefonici caduti nel vuoto, a giugno di quest’anno abbiamo richiesto un incontro all’assessore Paola Mar che ci è stato concesso solo a metà luglio. Con L’occasione ci veniva comunicata l’indisponibilità dell’amministrazione all’intitolazione, adducendo che i nomi dei ragazzi non si sarebbero fissati all’attenzione generale e l’intitolazione avrebbe avuto un esito paragonabile a quella del quarto ponte sul Canal Grande che, nella rappresentazione collettiva, è rimasto “il Ponte di Calatrava” anziché “Ponte della Costituzione”. Pur riconoscendo l’argomentazione come dotata di sensatezza, dovevamo dissentire poiché la scelta odonomastica riveste sempre anche una funzione di stimolo all’apprendimento, trasmissione e conservazione della memoria storica del luogo avverso all’inerzia e alla trascuratezza a cui tutti siamo inclini. Ci saremmo aspettati pertanto maggiore “coraggio istituzionale” poiché se si volesse a questo punto seguire questa logica, per amor di coerenza, bisognerebbe allora spingere il ragionamento fino alle sue estreme conseguenze e riconoscere come confacenti e adeguati esclusivamente i nomi dei celeberrimi Alighieri, Mazzini, Manzoni, ecc., oppure a coloro che, attraverso una esposizione mediatica pervasiva, usurpano l’attenzione comune e sono perciò arcinoti a tutti, dai bambini ai diversamente giovani, come ad esempio Cristiano Ronaldo o Belen Rodriguez. In città sono presenti esempi di personalità veramente meritorie ma poco conosciute come Cruto o Seismit-Doda o Salamonio a cui sono state dedicate vie e che di primo acchito possono risultare “Carneadi”, ma per la rammemorazione dei quali l’intitolazione dei luoghi pubblici rappresenta una preziosa risorsa. L’Assessore, condividendo comunque le ragioni di opportunità della richiesta, ci ha proposto come alternativa la posa di una targa lasciando a Garanzia Civica libertà di individuare la collocazione più idonea. Abbiamo quindi proposto la parete sovrastante il sottoportico tra il "Borsino” e l’ex scuola De Amicis , luogo ove caddero i due ragazzi. In un successivo incontro del 10 settembre , la dottoressa ci precisò che a carico dell’associazione, si sarebbe dovuto prevedere un puntuale iter autorizzativo: Soprintendenza, Giunta comunale, Deputazione di Storia Patria, Prefettura. Alla notizia abbiamo fatto rilevare come i tempi si fossero fatti stretti per rispettare la scadenza del centenario della Grande Guerra. L’Assessore si era allora riservata di verificare se l'amministrazione comunale potesse farsi carico di tutte le fasi individuate. In una successiva interlocuzione telefonica l’Assessore indicava genericamente i Giardini di Via Piave quale spazio dedicato a una non meno precisata targa o cippo con costi interamente assorbiti dal Comune. Abbiamo fatto presente che la destinazione dell'area senza la contestuale intitolazione sarebbe apparsa distonica e inappropriata e avrebbe inevitabilmente comportato una esposizione allo sfregio vandalico (che le cronache di questi giorni portano tristemente alla ribalta). Perciò, chiedevamo di ottenere l’autorizzazione da parte della Giunta per posizionare la targa nel luogo da noi individuato: il Sottoportico dell’Orologio, garantendo da parte nostra ogni risorsa economica necessaria. Dopo alcuni giorni è arrivata, come una doccia fredda, la risposta congiunta di Mar e Boraso (assessore al Patrimonio) che recita: “… si ritiene, non potendo prevedere quale sarà la sua prossima destinazione (De Amicis ndr), di non apporvi alcuna targa commemorativa“. Come associazione di volontariato, prendiamo atto di questa bocciatura senza appello che indubbiamente è per noi motivo di rammarico perché l'atto per cui ci siamo spesi ci è parso corrispondere alle attese di quanti fra i cittadini hanno conoscenza delle vicenda e perché confidavamo nella sensibilità di storica della Drssa Mar. Registriamo una volta ancora l'incapacità all'ascolto di questa amministrazione nei confronti delle istanze della cittadinanza, o almeno di una sua parte. Garanzia Civica".

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