Noi ci siamo: a Dorsoduro il progetto per combattere l'isolamento degli anziani

La presentazione lunedì mattina. Saranno 14 i «piccoli aiuti» per le persone più in là con l'età

Un progetto pensato per contrastre l'isolamento degli anziani più fragili. Si tratta di “Noi ci siamo” programma che mette in rete diversi servizi offerti da numerose associazioni che si occupano a vario titolo di persone anziane. Lo scopo è quello di promuovere forme di solidarietà spontanea tra vicini, per superare la frammentazione, il silenzio e favorire il senso di comunità. La presentazione del progetto, che per ora si limita a Dorsoduro, è avvenuta lunedì mattina, con una conferenza stampa svoltasi alla Casa Bocco Scrovegni, alla presenza, tra gli altri, dell'assessore alla Coesione sociale, Simone Venturini e del presidente dell'Ire Venezia, Luigi Polesel.

I «piccoli aiuti»

Sono 14, attualmente, i «piccoli aiuti alle persone in là con gli anni» che rientrano nel progetto: si va dalla possibilità di misurare i propri valori al Presidio infermieristico di Campo S.Luca dell'associazione Diritti degli anziani, alle visite specialistiche effettuate da medici volontari all'ambulatorio di Rialto 135 dell'Arciconfraternita di S. Cristoforo e della Misericordia; dalla spesa alimentare per persone in difficoltà economica della Croce Rossa Italiana, agli aiuti alle persone senza fissa dimora dell'associazione “Panchina Calda”; e ancora, dalle iniziative ricreative curate dal “Gruppo quarta età” e dal Patronato dei Carmini, all'aiuto nell'affrontare le piccole emergenze o l'espletamento di pratiche da parte della Sezione Filo d'Argento dell'Arciconfraternita di S.Cristoforo e della Misericordia.

«Speriamo di aggregare sempre più forze»

«Oggi presentiamo un'iniziativa - ha commentato in merito Venturini - che porta a sintesi il lavoro che le realtà territoriali che gravitano attorno alla Vetrina del volontariato svolgono da anni, col supporto del personale dei Servizi sociali del Comune. Questo è un punto di partenza, mentre la speranza è quella di aggregare sempre più forze attorno al progetto. Il carattere innovativo dell'iniziativa sta nel fatto che è bidirezionale, perché si rivolge sia a chi ha bisogno, che a chi può dare un aiuto, sapendo poi che come spalla cui appoggiarsi ci sono i servizi sociali dell'Amministrazione».

«Tutti si devono sentire parte della comunità»

«Il progetto – ha poi spiegato Maria Oliva - è partito grazie alla Vetrina del volontariato, aperta nel 2001, dove si è iniziato a capire che l'anziano non andava visto solo in termini di assistenza sanitaria, ma anche come persona, da coinvolgere e valorizzare. Da qui è nato il “Gruppo quarta età”, con l'obiettivo di individuare le persone in là con gli anni più fragili e cercare di reinserirle in un gruppo sociale. Abbiamo iniziato a fare le ‘vicine di casa’ e oggi siamo arrivate a proporre 'Noi siamo qui', per far sì che tutti si sentano parte di una comunità».

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