Due nuove ambulanze per il pronto soccorso di Venezia: un servizio da 22mila missioni

Presentato all'ospedale il nuovo acquisto dell'Ulss 3, investimento da 470mila euro: «Fa parte di un processo che migliora le condizioni delle persone soccorse e degli operatori»

Le nuove idroambulanze

Si chiamano Echo 11 ed Echo 12 e sono le nuove imbarcazioni in servizio al pronto soccorso dell'ospedale di Venezia. Le due idroambulanze appena acquistate dalla Ulss 3 "Serenissima" entrano in funzione in questi giorni e sostituiscono altrettanti mezzi ormai vetusti. Sono costate in totale circa 470mila euro e sono dotate delle più moderne tecnologie, in linea con l'intento di «investire nel servizio di urgenza emergenza e dare maggiore dignità alle persone soccorse», come ha specificato il dg Giuseppe Dal Ben.

Tecnologia al servizio dei pazienti

Costruite a Malcontenta, sono fatte di plastica rinforzata con fibre di vetro, lunghe poco più di 9 metri per 4,2 tonnellate di stazza ciascuna e dotate di motori da 260 cavalli. Le prestazioni sono assicurate grazie all'introduzione di alcune dotazioni innovative: in particolare le eliche anteriori per agevolare le manovre e il sistema di navigazione integrato con gps, radar per consentire la navigazione con condizioni di bassa visibilità e termocamera per la visione notturna. «Serve un lavoro particolarissimo, e particolarmente impegnativo, per garantire i soccorsi a Venezia - ha spiegato Dal Ben -  e più in generale per tutelare la salute dei cittadini. Ringraziamo la Regione Veneto e auguriamo agli operatori del Suem 118 di saper utilizzare questi mezzi al meglio». Il Dg ha concluso il suo saluto ricordando il dottor Patrizio Marino, per anni coordinatore del 118 di Venezia e recentemente mancato.

IdroambulanzeNuove2-2

Soccorsi via acqua

Da notare che, come ha ricordato Dal Ben, il costo di gestione di un'idroambulanza è di circa 120 euro all'ora, contro i 70 circa di un mezzo su gomma. Sono sette quelle disponibili al Santi Giovanni e Paolo di Venezia, di cui quattro sempre pronte alla partenza (cinque in estate). Ognuna si muove con almeno quattro operatori a bordo: un pilota, due operatori sanitari e un infermiere, più un medico in caso di missione attivata con codice rosso. L'impegno è considerevole: nel 2017, delle circa 81mila missioni di soccorso effettuate dall'Ulss 3, oltre 22mila si sono svolte "via acqua", nell'area lagunare (tra Venezia, Lido e Cavallino).

Investimenti per la sanità

«Garantire i servizi di urgenza ed emergenza alla popolazione veneziana richiede un grande investimento economico e tecnologico - ha commentato l'assessore regionale alle Politiche sociali, Manuela Lanzarin - ma è scelta prioritaria, ribadita anche del nuovo piano sociosanitario della Regione, per tutelare la specificità veneziana e garantire a residenti e turisti il diritto alla salute. Il futuro di Venezia non può prescindere da quello della sua sanità. La Regione ha investito nell’ultimo anno 70 milioni di euro per l’ammodernamento di tecnologie, attrezzature e presidi della sanità veneta. Innovazione tecnologica e nuovi mezzi e attrezzature sono indispensabili per continuare a garantire la buona qualità della sanità».

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