Nuovo pronto soccorso «sfida importante»: cronaca dei primi mesi all'Angelo della direttrice Berti

Tra le ultime strutture dirette ci sono Bassano e Sant'Antonio a Padova: le sue parole su queste prime battaglie

Castelfranco, Asiago, Bassano, Sant'Antonio a Padova: questi gli ospedali veneti che Chiara Berti, oggi alla guida dell'ospedale dell'Angelo, ha diretto prima di giungere nell'Ulss 3 Serenissima e al vertice dell'ospedale HUB dell'azienda sanitaria veneziana. «Da subito, dopo la Laurea a Padova, la mia strada professionale - spiega la dottoressa Berti - si è indirizzata verso questo ruolo: già negli anni della specializzazione ho cominciato a frequentare questo particolare ambito del lavoro in sanità stando per quattro anni presso la Direzione del Ca’ Foncello di Treviso, e in seguito, dal 2001 al 2008 ho lavorato nella direzione medica dell’ospedale di Cittadella. Dal 2008 al 2012 ho fatto la mia prima esperienza da direttore medico di presidio ospedaliero al Sant'Antonio di Padova, e dal 2012 al 2014 sono stata Direttore dei presidi ospedalieri di Bassano ed Asiago; infine dal dicembre 2014 a maggio 2019, l'esperienza come Direttore dell’Ospedale di Castelfranco». Infine Mestre, e l'Ulss 3 Serenissima, dove dal 15 maggio la dottoressa Berti è il Direttore dell’Angelo.

Ospedale in crescita

«In questi mesi all'Angelo - spiega - mi sono resa conto di come questo ospedale è in costante crescita. E ho visto come questo ospedale, oltre ad essere un presidio con grandi peculiarità strutturali, sta acquisendo sempre più autorevolezza grazie alla qualità delle persone che vi operano. Ho trovato davvero ottimi professionisti, e credo che ci sia ancora margine per far aumentare la consapevolezza delle potenzialità delle singole équipe e dell'ospedale nel suo complesso. Vedo un ospedale con prospettive evidenti di crescita professionale e strutturale importanti, in grado di diventare sempre di più un riferimento a livello regionale in molti ambiti. Per raggiungere questo obiettivo, lavoreremo, e lavorerò io per prima, per crescere nell’organizzazione ospedaliera e nell’integrazione con il territorio, con le altre strutture ospedaliere e con l’Università».

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I primi mesi

Nei primi mesi di lavoro all'ospedale dell'Angelo la dottoressa Berti ha già affrontato passaggi di non poco conto: «E' stata una sfida importante, in particolare, sovrintendere al cantiere - spiega - che ha riorganizzato e ampliato gli spazi del Pronto Soccorso, luogo cruciale dell'ospedale e servizio importantissimo per il territorio. In questi mesi siamo riusciti a realizzare i lavori senza diminuire mai l'impegno dei sanitari, mantenendo inalterato il servizio offerto alla cittadinanza, aprendo e chiudendo insomma un grande cantiere senza che gravasse sull'utenza, e rispettando i tempi che ci eravamo dati. Considero questa esperienza come il punto di riferimento anche per i prossimi interventi che sono in programma sulla struttura dell'Angelo, che ci impegneremo a realizzare sempre così, perché gli utenti ne possano avere, per quanto potremo fare, solo gli effetti positivi e non le difficoltà».

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