Ocse a Venezia: Brugnaro a tutto campo su turismo, residenzialità e grandi navi

Giovedì la conferenza “Cultura e creatività: spinta trasformativa e sviluppo locale” dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista

Foto: il sindaco Luigi Brugnaro alla conferenza con vicedirettore generale Unesco Xing Qu

Al via a Venezia la conferenza Ocse su “Cultura e creatività: spinta trasformativa e sviluppo locale”, giovedì, alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista, alla quale è intervenuto il sindaco Luigi Brugnaro, su temi di grande attualità per la città: grandi navi, moto ondoso, residenzialità e flussi turistici.

 Lo sviluppo locale

Un appuntamento, promosso in collaborazione con Fondazione di Venezia, Comune di Venezia e l’Unesco, che tra oggi e domani vedrà la partecipazione di rappresentanti di governi nazionali e locali, di organizzazioni internazionali e esponenti del settore culturale e creativo, per affrontare il tema del contributo sempre più importante della cultura allo sviluppo locale, dal punto di vista economico e sociale.

Efficientamento dei conti

«Mi sono candidato perché Venezia aveva dei numeri di bilancio che non stavano più in piedi e una volta eletto ho voluto rimettere in ordine i conti di una città che per troppo tempo si è specchiata nella sua bellezza senza occuparsi di una gestione in chiave sostenibile. Abbiamo fatto una 'due diligence' sui conti del Comune. In tre anni siamo riusciti ad abbassare il debito di 60 milioni attraverso un attento efficientamento che ha coinvolto anche le aziende partecipate con l'azienda dei trasporti, quella per la raccolta dei rifiuti potenziando la differenziata, il Casinò che per il secondo anno consecutivo è tornato in utile e la Fondazione Musei civici che da due anni produce guadagni oltre ad aver realizzato grandi mostre in terraferma. Si può amministrare bene: ci vogliono coraggio e tenacia».

Porto Marghera

Il primo cittadino ha affrontato il nodo di Porto Marghera «dove l'anno scorso abbiamo ricordato 100 anni di industria europea, di presenza industriale e portuale, investimenti, lotte, sacrifici, anche di morti. Sono le imprese a costruire il lavoro, la pubblica amministrazione può garantire le condizioni perché arrivino gli investimenti privati. A Porto Marghera, dopo tre anni, il saldo dei posti di lavoro è positivo: più mille occupati. Le ambizioni e le prospettive sono ancora migliori, anche nel settore dell’energia e dell’idrogeno. Sarà la tecnologia a salvare Venezia». Il sindaco ha poi sottolineato come «il rapporto Unesco sia stato preparato con competenza collaborando con tutte le istituzioni regionali, nazionali e internazionali».

Grandi navi

«Nessuno vuole le navi davanti al Bacino di San Marco - ha continuato il sondaco -. Le navi di stazza più grande passerebbero dalla bocca di porto di Malamocco, attraverserebbero il canale dei Petroli per poi arrivare a Porto Marghera. Le navi da crociera più piccole arriverebbero alla Marittima. Questo è stato il disegno portato avanti in campagna elettorale e poi in questi tre anni di legislatura, diventato la proposta ufficiale accettata dalle istituzioni della città e dal precedente governo, e approvata dal Comitatone nel novembre scorso. Il governo attuale ha chiesto altri 15 giorni di tempo per trasmettere il rapporto all'Unesco. Saremo sempre aperti a soluzioni credibili e sostenibili. Non possiamo però far ormeggiare le navi in mare perché costituirebbero un pericolo per le persone: vorrebbe dire allontanare l'industria turistica da Venezia. È una scelta che pagherebbero 5mila persone in termini di posti di lavoro. Noi non siamo d'accordo. La città non è d'accordo».

Moto ondoso

«Abbiamo evidenziato in più occasioni come il canale della Giudecca sia sotto la giurisprudenza della capitaneria di porto, mentre tutte le altre acque siano di potestà del provveditorato interregionale per le opere pubbliche. La soluzione che proponiamo è che il sindaco venga nominato commissario al moto ondoso, in modo da attribuirgli i poteri per sanzionare le barche che vanno troppo veloci».

Residenzialità

«Non sono gli alberghi il problema di Venezia perché in quelle strutture il comportamento degli ospiti viene controllato (tutto è dichiarato e pubblico). La criticità è invece legata agli affitti turistici perché non c'è una norma che possa bloccare o limitare l'affitto turistico di un privato cittadino. Chiunque abbia un appartamento libero può metterlo a disposizione di un visitatore piuttosto che sul libero mercato per i residenti. La Regione e il governo devono attribuirci il potere di limitare questa attività attraverso il rilascio di autorizzazioni. Se un turista arriva di notte con il trolley per le calli può disturbare. Hanno ragione i cittadini, e sarò sempre al loro fianco».

Flussi turistici

«Lo spazio della città antica non è infinito. Siamo quindi d'accordo nel controllare i flussi turistici. Proponiamo che per chi viene in città e pernotta in albergo resti invariata la tassa di soggiorno. Per i turisti giornalieri, che creano spesso un flusso imprevedibile, suggeriamo invece una tassa di sbarco attraverso cui potremmo monitorare gli arrivi».

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