Comunicazione con gli amministratori, i miranesi preferiscono informarsi sul web

Pubblicati i risultati di un questionario sulla partecipazione somministrato ai cittadini. Scarso il coinvolgimento diretto in movimenti o partiti

Piazza Martiri a Mirano

Per buona parte dei cittadini di Mirano la comunicazione tra popolazione e pubblica amministrazione è fondamentale, e fin qui tutto normale: ciò che cambia, rispetto al passato, è il sistema con cui i residenti cercano lo scambio di informazioni. I new media (internet, social, smartphone) superano per la prima volta i media tradizionali, con oltre il 50% delle preferenze. Le nuove tecnologie diventano quindi i mezzi privilegiati, comunque senza sostituire metodi partecipativi più diretti: quando si chiede quale sia il miglior mezzo per esprimere la propria partecipazione, infatti, il dibattito sui social conquista solo il 3% delle preferenze. Sono alcuni dei dati emersi grazie al progetto di informazione e democrazia partecipata “Forum cittadini” del Comune di Mirano, che ha pubblicato i risultati di un questionario che analizza esigenze, aspettative e priorità dei miranesi sul tema della partecipazione.

Partecipazione sì, ma fuori dai partiti

Secondo Alessio Silvestrini, consigliere delegato ai temi della Democrazia partecipata, «i risultati sono incoraggianti» e insieme «testimoniano alcune criticità note e alcuni dettagli interessanti che mettono in luce come si sia evoluta negli anni l’idea di partecipazione». Prima di tutto c'è da recuperare un rapporto con le fasce d’età intermedie (30-50) e con le frazioni, e per questo Silvestrini propone modelli di partecipazione con tempi e modi in parte diversi da quelli adottati negli anni scorsi. In generale la partecipazione è intesa come impegno individuale dal 50% dei miranesi, mentre gli altri si dividono tra l’associazionismo, le iniziative partecipative in senso stretto, consultazioni e sondaggi, e l’incontro con i rappresentanti politici. Solo agli ultimissimi posti della partecipazione si preferisce l’adesione a movimenti e partiti politici (4%) e, come detto, il dibattito sui social e sugli altri media (3%). Infine, come assicurare la partecipazione? Gli intervistati auspicano in primis un’adeguata e diffusa pubblicità (indicata dal 68% degli intervistati), un ascolto sincero da parte dell’amministrazione (52%), la distribuzione anche nelle frazioni degli incontri (48%), un portale online a sostegno dei lavori e dell’informazione (47%), e la presenza di facilitatori dedicati, che seguano e stimolino il dibattito (43%).

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