Perlere e impiraresse. L'arte delle perle di vetro tra tradizione e futuro

Il convegno a palazzo Mocenigo lunedì su una lavorazione storica e tipica dell’artigianato veneziano

Foto: perle veneziane al convegno

In passato eleganza, stile e moda si esprimevano a Venezia, e in Europa, attraverso le perle in vetro di Murano e il loro linguaggio. Una tradizione artigianale antichissima e molto apprezzata. Lunedì pomeriggio a Palazzo Mocenigo se ne è tornato a parlare al convegno "Perlere e impiraresse della Serenissima. L'arte delle perle di vetro veneziane tra tradizione e futuro".

Settore di nicchia

L'incontro, promosso da Confartigianato imprese Venezia, con il patrocinio del Comune e della Fondazione Musei civici veneziani, ha visto a confronto storici come Doretta Davanzo Poli, docenti dell'Università di Ca' Foscari, come Fabrizio Panozzo, mondo dell'impresa, il costumista teatrale Stefano Nicolao, le impiraresse (infilzaperle) Luisa Conventi, Marisa Convento, per mettere in luce storia, cultura, tradizione, prospettive future di un’arte tipica dell’artigianato veneziano. Come ha sottolineato Gianni De Cecchi, direttore di Confartigianato Venezia, «oggi l’artigiano veneziano autentico è quasi scomparso, ma non ancora completamente, come dimostra la produzione delle perle, che ha fatto grande Venezia nel mondo. Un settore di nicchia, ma vivo. Non vorremmo trovarci con una tradizione morta da dover ricordare, piuttosto che con una tradizione viva da poter tutelare». Presente anche la presidente del Consiglio Ermelinda Damiano.

Patrimonio Unesco

Nel corso del convegno è stato quindi proposto un excursus delle perla veneziana, con l'obiettivo di descrivere cosa abbia rappresentato per la tradizione, quale sia la situazione attuale, con le poche maestranze che ne tramandano la conoscenza e le tecniche, e quali le prospettive future. È stato sottolineato, ad esempio, come sia necessario mettere in atto una rete di collaborazione e idee guardando alla perla applicata al mondo della moda o del lusso. Il dibattito è stato anche l'occasione per fare il punto sulla candidatura presentata all'Unesco per l'inclusione nel Patrimonio intangibile dell'arte della produzione delle perle, insieme alla presidente del Comitato Cristina Bedin.

Il sostegno

«Nel sostenere la candidatura internazionale, il Comune di Venezia ha voluto sottolineare come l’arte delle perle di vetro, tramandata a Venezia di generazione in generazione da oltre 7 secoli, sia un patrimonio culturale fortemente identitario per il territorio veneziano. Quest’arte si è arricchita di conoscenze e di innovazioni, ha promosso il dialogo interculturale, ha contribuito ad accrescere la creatività, ha favorito il benessere del territorio. Consapevole dell’importanza e della profondità storica di quest’arte, l’amministrazione comunale - ha detto Damiano - si è impegnata a salvaguardare l’arte delle perle veneziane confermando il proprio impegno alle future azioni di valorizzazioni».

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