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Raccontare la sindrome di Asperger dal palco di un teatro | VIDEO

La prima è stata presentata all'auditorium di Santa Margherita a Venezia

 

Che cos'è la sindrome di Asperger? Giovanni Morandini lo racconta nello spettacolo Alias, cronache dal pianeta Asperger, presentato per la prima volta all'auditorium Santa Margherita di Venezia.

Cosa è

Autore e attore protagonista della pièce teatrale, Giovanni racconta: «Sono un Asperger: la sindrome mi è stata diagnosticata all’età di diciannove anni. Temevo che alcune mie particolarità e certi miei comportamenti bizzarri e inusuali potessero suscitare sconcerto e creare incomprensioni all’interno di un ambiente lavorativo. Parlarne è stata la scelta giusta». Nato come audiodocumentario trasmesso da un'importante radio nazionale, il progetto di Giovanni ha poi trovato la guida della regista teatrale Elisabetta Brusa, che l'ha sviluppato traendone uno spettacolo vero e proprio, prodotto dalla Fucina Arti Performative dell’Università Ca’ Foscari.

Le due metà

«Tutto lo spettacolo è costellato di citazioni e omaggi cinefili - continua Giovanni - da Full Metal Jacket a Fantozzi, che oltre a mostrare uno degli “interessi speciali” del protagonista, esemplificano la difficoltà di molte persone autistiche ad affrontare il mondo reale coi suoi problemi e la tendenza a rifugiarsi in un altro, immaginario, dove possono trovare una serie di situazioni e immagini archetipiche, attraverso le quali decifrare la complessità dell’esistenza». Quella cinematografica è però solo una delle metafore su cui si basa il testo: un’altra, quella letteraria, è rappresentata dall’incontro/scontro di due personaggi, il dottor Morandini e Alias, che rappresentano le due metà di una stessa persona, quella “neurotipica”, precisa, studiosa, laboriosa e desiderosa di creare proficue relazioni sociali, e quella “autistica”, tendente all’introversione e ai comportamenti socialmente inaccettabili.

Extraterrestre

Infine c’è la terza metafora, quella fantascientifica dell’extraterrestre: Alias/Dottor Morandini si interroga sulla propria essenza, cerca di capire, sottoponendosi a dei test, se appartiene all’umanità o a una specie aliena; questo espediente narrativo introduce il problema della solitudine degli Asperger, del loro senso di inadeguatezza e di estraneità rispetto alla maggioranza neuro tipica, della loro alienazione, che qui viene richiamata anche dal nome Alias». 

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