I dubbi del Porto sulla piscina di Marghera: "Area troppo trafficata, pericolo per gli utenti"

La struttura è prevista nella zona di competenza dell'Autorità portuale, ma Musolino chiede più garanzie: "Disponibili a collaborare, ma lì c'è un andirivieni di treni e mezzi pesanti, e il progetto attuale non prevede opere per mitigare i rischi"

Niente veto da parte dell'Autorità portuale sulla nuova piscina pubblica a Marghera, ma la richiesta, questo sì, di integrazioni al progetto attuale. Non per capriccio, bensì per una precisa necessità di sicurezza nell'area coinvolta. Il Porto ha diffuso una nota per precisare la propria posizione, ricordando che, sul tema, c'è stato un "costante colloquio con l'amministrazione comunale" con l'obiettivo di "contribuire fattivamente alla realizzazione dell'opera".

"Pronti a collaborare, ma servono garanzie"

L'iter: per la realizzazione dell'opera (una struttura non portuale, in un ambito portuale) sarebbe necessario procedere a un cambio di destinazione d’uso dell’area o stabilirne la compatibilità, da recepire poi in sede di revisione del piano regolatore. Modifica che l’Autorità portuale è disponibile a operare - dando quindi l'ok al progetto - "al netto tuttavia delle criticità connesse alla viabilità che insistono nell’area". Servono, insomma, soluzioni "atte a garantire la sicurezza degli utenti della piscina".

Eccessivo traffico

"Via delle Macchine è una delle vie di accesso verso l’isola portuale, caratterizzata dalla forte presenza di mezzi pesanti in entrata e uscita dal porto commerciale. Inoltre, a soli 150 metri dall’area di intervento, c’è la linea ferroviaria attraversata dai treni da e per Porto Marghera", fatto che porterebbe inevitabilmente a un aumento del traffico veicolare e dei rischi a questo connessi. "Il progetto - riporta il verbale - sembra avere forte incidenza con il traffico portuale stradale e ferroviario, con evidenti ricadute soprattutto sulla sicurezza e l’incolumità degli utenti in fase di ingresso/uscita dalla piscina". Da qui parte la richiesta (formulata non ieri, ma 6 mesi fa, al progettista dell’opera) di indicare “soluzioni progettuali o localizzative per minimizzare le interferenze". Soluzioni che, ad oggi, non ci sono. 

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