Polizia di frontiera di Venezia, il Sap incontra l'onorevole Molteni

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

Riceviamo e pubblichiamo:

"Martedì 18 dicembre p.v. presso l’Ufficio Coordinamento e Pianificazione delle Forze di Polizia, il SAP incontrerà l’On.le Molteni, Sottosegretario al Ministero dell’Interno, per parlare del Progetto di revisione dei Presidi di Polizia di Frontiera. A prescindere dai progetti di revisione sarà cura del SAP mettere in risalto la difficile situazione che si è creata negli ultimi anni a Venezia.

Di fronte ad una crescita che mai ha rallentato e che ha interessato il Porto e l’Aeroporto di Venezia, non c’è stato un pari incremento nel numero di operatori alla Polizia di Frontiera. La Polizia di Frontiera di Venezia opera in tre sedi logistiche diverse: lo scalo aereo “Marco Polo” di Tessera e gli scali marittimi, con il porto di Venezia riservato al traffico passeggeri, ed il porto di Marghera destinato al traffico commerciale con competenze sullo scalo traghetti di Fusina. L’aeroporto di Venezia è uno dei principali scali intercontinentali italiani e, come noto sono in corso lavori di ampliamento, che determineranno ulteriori aumenti di voli e di passeggeri in transito. Venezia è uno dei principali home port crocieristici del Mediterraneo, e nel porto di Fusina sono aumentate le toccate dei traghetti passeggeri e veicoli, quasi a cadenza giornaliera ed in orari anche notturni. Lo scenario internazionale che è scaturito in seguito agli attentati terroristici, hanno comportato un ulteriore potenziamento dei servizi di vigilanza e controllo del territorio, confermando gli scali marittimo ed aereo di Venezia quali obiettivi sensibili.

A conferma la decisione del Ministero dell’Interno di istituire a breve le squadre U.O.P.I. in questa specialità della Polizia di Stato, i cui operatori sono addestrati ad affrontare situazioni di emergenza, una delle quali opererà proprio nell’aeroporto di Venezia. La Polizia di Frontiera di Venezia svolge la propria attività con un numero di operatori chiaramente insufficiente rispetto alle reali esigenze, soprattutto se rapportato al numero di addetti di altri scali marittimi ed aerei nel territorio nazionale. L’organico totale tra porto e aeroporto, nucleo tiratori scelti e squadra cinofili, nelle varie qualifiche, arriva a circa 200 persone, tenendo anche conto che viene garantita la presenza delle squadre nelle 24 ore. Inoltre nell’organico della Polizia di Frontiera di Venezia ci sono intere squadre operative dove quasi il 70% degli operatori è del ruolo Agenti, molti dei quali arrivati con gli ultimi trasferimenti direttamente dagli Istituti di Istruzione di Polizia.

Il continuo ricambio di personale con la sostituzione di Agenti cosiddetti anziani con neo agenti, determina da un lato lo svecchiamento dell’Ufficio, ma dall’altro non permette una seria qualificazione in una materia così specifica come quella della Polizia di Frontiera. In questa specialità la qualificazione professionale è indispensabile, anche per non venire meno agli obblighi richiesti sia a livello centrale che Europeo, e questa non si raggiunge certo in pochi giorni di servizio. Il personale con qualifica di Ufficiale di Polizia Giudiziaria è irrisorio, tale da non permetterne la presenza in tutti i quadranti nello scalo aereo “Marco Polo”. Per questo, il fatto di attingere da tutto il personale disponibile per le sostituzioni, allo stato, non permette neppure di tamponare l’emergenza, lasciando scoperti degli uffici importanti per l’operatività degli scali. Situazione questa di disagio in cui si trova ad operare il personale che ha sicuramente determinato un rilevante numero di domande di trasferimento ad altre sedi.

Appare pertanto opportuna ed inderogabile la programmazione di un adeguato potenziamento dell’organico al fine di assicurare i controlli di frontiera, la vigilanza e l’attività di sicurezza. Giova evidenziare che nella Polizia di Frontiera di Venezia sono operative anche la squadra cinofili ed il nucleo tiratori scelti, i cui Ufficiali di Polizia Giudiziaria sono inquadrati nel loro servizi specialistici, ma il cui numero incide nella pianta organica dell’Ufficio, tale da far ritenere, ad una prima vista, sufficiente il numero degli Ufficiali di Polizia Giudiziaria impiegati in mansioni operative strettamente legate all’attività di Polizia di Frontiera.

Ad aggravare ulteriormente la situazione è la previsione di alcuni pensionamenti di personale con funzione di Ufficiale di P.G.. Negli anni, già a partire dal 2011, la Segreteria Provinciale SAP di Venezia ha segnalato le carenze alla Dirigenza locale e al Direttore della IV Zona di Frontiera di Udine, che ha la competenza territoriale su Venezia, sulla necessità di avere un potenziamento di organico ed in particolare relativamente agli Ufficiali di Polizia Giudiziaria. La Dirigenza della Polizia di Frontiera nel corso degli anni si era impegnata ad assicurare che la funzione di Capo Turno presso lo scalo aereo “Marco Polo” di Venezia fosse ricoperta con continuità e nell’arco delle 24 h da personale in possesso della qualifica di Ufficiale di Polizia Giudiziaria. Impegno che non è sempre stato mantenuto per l’insufficienza di personale con questa qualifica, determinando l’impiego di Capo Turno di operatori appartenenti al ruolo Agenti / Assistenti in turni serali e notturni, ed in alcuni casi anche nei quadranti giornalieri. E’ di intuitiva evidenza che tale mansione non è propria di un appartenente al ruolo Agenti / Assistenti, sia per il numero di persone da dover coordinare (circa venti) ma anche per la carenza di strumenti normativi idonei.

Va ricordato inoltre che nel piano di sicurezza aeroportuale “Leonardo DA VINCI” da adottare in caso di emergenza anche di natura terroristica, il Capo Turno della Polizia di Frontiera, almeno nelle prime fasi, è il responsabile del Dispositivo di Sicurezza Aeroportuale dove concorrono anche le altre Forze di Polizia presenti in loco. Non si può derogare tale ruolo ad un Assistente Capo; è indispensabile la presenza di un Ufficiale di Polizia Giudiziaria per la gestione di tutte le problematiche di frontiera e di sicurezza che si verificano in uno scalo aereo così importante quale è l’aeroporto di Venezia, almeno nei quadranti giornalieri. E’ auspicabile che per i concorsi in atto, dove sono previsti accessi alla qualifica di Vice Sovrintendente e Vice Ispettore, un congruo numero venga destinato alla Polizia di Frontiera di Venezia. Il personale impegnato nella vigilanza viene dirottato a svolgere funzioni di Polizia di Frontiera o a tamponare qualsiasi altra criticità che si viene a creare. Gli Ufficiali di Polizia Giudiziaria non impiegati stabilmente nell’incarico di Capo Turno, ma chiamati a svolgere altri importanti compiti investigativi e specialistici nel falso documentale, sono tornati ad essere delle figure “jolly” più idonea a tappare i buchi che a portare avanti dei progetti di lavoro / indagini, contribuendo a loro volta alla generale condizione di precarietà. La situazione in aeroporto è talmente complessa che ogni difficoltà può essere gestita solo facendo saltare l’organizzazione di lavoro prestabilita (ordine di servizio) non essendovi un numero sufficiente di operatori che possa svolgere gli incarichi richiesti.

L’adeguamento del personale è necessario anche per il Porto di Venezia, che si trova ad operare in sedi logistiche distanti tra loro, per svolgere funzioni di vigilanza e controllo in attuazione a quanto previsto nel locale piano di sicurezza “Cristoforo Colombo”. La situazione di carenza di organico è grave anche in porto, dove sono garantiti i servizi di vigilanza nelle 24 h, attingendo a tutto il personale disponibile. Un eventuale ricorso ad aggregazioni di personale da altri uffici,come è sempre stato fatto negli ultimi anni ma solo nei mesi estivi, non dovrà essere la soluzione dei problemi. Serve una pianificazione a lungo termine. Al tavolo verrà richiesto anche un impegno per l’istituzione di una indennità specifica da parte dei privati che gestiscono porti ed aeroporti da destinare al personale della Polizia di Frontiera, come avviene per le altre specialità della Polizia di Stato. Il SAP si è sempre battuto con fermezza per queste tematiche e ora sembra imprenscindibile che a tutti i livelli venga data la giusta attenzione per la soluzione della situazione di criticità. IL SEGRETARIO PROVINCIALE SAP Giorgio PAVAN"

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