Ponte Molin verrà demolito e ricostruito: ecco il progetto

Intervento approvato sulla struttura in fondamenta delle Zattere: attualmente in legno, sarà rifatta con calcestruzzo e alluminio e diverrà accessibile anche alle persone disabili

Il rendering del progetto

La giunta ha dato il via libera, ora si attende il voto decisivo del Consiglio comunale. Il ponte Molin sul Rio di San Basilio sarà demolito e ricostruito. Il progetto prevede la realizzazione, da parte dell’Autorità portuale, di una nuova struttura che andrà a sostituire quella attuale, in legno. L’intervento, necessario per le condizioni di degrado della struttura lignea esistente, prevede la realizzazione di due nuove rampe in calcestruzzo e acciaio e la sostituzione del parapetto lungo la fondamenta delle Zattere. Il progetto verrà presentato in variante urbanistica con il procedimento accelerato riservato alle opere d’interesse pubblico.

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«Ponte di importanza strategica»

«Il progetto - commenta l'assessore all'Urbanistica Massimiliano De Martin - ha un’importanza strategica per la città poiché, con la realizzazione della nuova struttura, verranno abbattute quelle barriere architettoniche che, ad oggi, rendono difficile il suo attraversamento ostacolando quelle persone in difficoltà che faticano così a raggiungere un’area strategica e caratterizzata dalla presenza di numerose connessioni tra trasporto acqueo, trasporto carrabile e mobilità pedonale. Una dimostrazione di grande collaborazione tra Comune e Autorità di sistema Portuale per rendere Venezia sempre più efficiente e accessibile a tutti».

Piena accessibilità

«Il nuovo ponte Molin è un intervento su cui l'Autorità di sistema portuale ha lavorato scrupolosamente e con entusiasmo - ha commentato Pino Musolino, presidente di AdSP - Entusiasmo dettato dalla possibilità di riconfermare, ancora una volta, il legame profondo fra Venezia e il Porto connettendo, in modo efficiente, il waterfront di San Basilio e Santa Marta alla città. Il nostro progetto poi mira alla piena accessibilità. Rovesciando il paradigma infatti abbiamo pensato l'opera come infrastruttura a servizio, in primis, per chi ha problemi di ridotta mobilità e, in secondo luogo, per tutti gli altri utenti. Sono anche questi gli interventi che danno valore all'agire di un sistema portuale inserito nel tessuto vivo della città».

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