La stagione del Toniolo, teatro metropolitano: grandi nomi e spettacoli 6 giorni su 7

Presentato il cartellone 2019-2020, che parte a novembre con i Momix. Un turno in più, al martedì, per far fronte alla richiesta di biglietti e abbonamenti. «Puntiamo all'eccellenza e costruiamo il pubblico del domani»

Da sinistra: Michele Casarin, Giorgia Pea, Pierluca Donin, Massimo Grandese

Nel 1984, esattamente 35 anni fa, iniziava la storia del teatro Toniolo di Mestre: appena un centinaio di spettatori ad assistere allo spettacolo dell'attore Alberto Lionello. C'era già, e c'è ancora, Massimo Grandese, oggi responsabile del Servizio teatri del Comune di Venezia. Quel momento se lo ricorda: «Lionello uscì sul palco e annunciò che non gli era mai successa una cosa del genere. Ma disse che avrebbe fatto comunque lo spettacolo, per il pubblico presente». Quattro gatti, praticamente. Da allora il Toniolo è cresciuto di anno in anno, a tal punto che nella scorsa stagione è stato costretto a interrompere le vendite degli abbonamenti, fermandosi a 2.700. Di più non si poteva.

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Il teatro cresce

Ecco perché, per la stagione 2019-2020, è stato aggiunto il turno del martedì: una scelta impegnativa, per offrire alla città un’ulteriore disponibilità di posti in sala e anche per permettere a tanti di migliorare la propria poltrona. Nel turno del martedì ci saranno 8 spettacoli dal cartellone, soprattutto quelli dal taglio più internazionale. Una nuova sfida, come ha voluto sottolineare il direttore di Arteven, Pierluca Donin: «Intendiamo intercettare un pubblico contemporaneo e visionario. Spingiamo le persone ad andare oltre». Molto gradito, nelle ultime stagioni, il cambiamento dell’orario di inizio degli spettacoli dalle 21 alle 19.30. Una scelta che è stata imitata da altri teatri italiani e che, a Mestre, è stata allargata anche al giovedì.

Sguardo al futuro

Tutte le novità sono state raccontate oggi in occasione della conferenza stampa di presentazione della stagione. «Basta leggere i nomi in calendario per aver chiaro che questo non è un teatro locale - ha commentato la presidente della Commissione cultura Giorgia Pea - Stiamo parlando di una realtà culturale di respiro nazionale sia per l'offerta, sia per il pubblico. Stiamo alzando il livello dell'asticella fino all'eccellenza. L'amministrazione ha deciso di ampliare ancora di più l'offerta, ed è per questo motivo che il Toniolo nei prossimi mesi sarà aperto 6 giorni su 7, un grande risultato. Si rivelerà sempre più luogo di interazione e di contaminazione tra registi, attori e pubblico, dentro e fuori il teatro». Mentre Michele Casarin, responsabile del Settore cultura, ha aggiunto: «Siamo il teatro maggiormente attrattivo del territorio metropolitano, ma non ci sediamo sugli allori. Anzi, attraverso un altro nostro teatro, il Momo, costruiamo il pubblico di domani. Con la stessa ottica confermeremo anche per questa stagione l'iniziativa "Una poltrona per due", che l'anno scorso ha attirato 1.522 giovani. Un'esperienza che si è scontrata con un unico limite, la capienza del Toniolo».

Grandi nomi a Mestre: il programma

Il cartellone diventa sempre più vario e mescola il teatro con la danza, il circo e il musical. Si inizia a novembre sull’ultimo capitolo creativo dei leggendari Momix: Alice, lavoro ispirato all’universo fantasmagorico di Lewis Carrol e del suo Paese delle Meraviglie. Sul versante “classico” il genio di Molière si presenta nella luce di grande maturità che caratterizza i suoi ultimi testi: La scuola delle mogli attraversa i chiaroscuri vitali fra gioia e dolore, in un equilibrio sorprendente fra teatro comico e tragico. Uno dei romanzi più famosi della letteratura del Novecento, Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov, ha come protagonista Michele Riondino, a interpretare un “testo pieno di colori potenti e assoluti, tutti febbrilmente accesi, quasi allucinanti”. Così “si passa in un attimo dal registro comico alla tirata tragica, dal varietà più spinto all’interrogarsi su quale sia la natura dell’uomo e dell’amore”.

Brusca sterzata di genere e torna l’inventiva spiazzante e anticonvenzionale di Filippo Timi: Skianto compone sulla scena una favola amara, in un rincorrersi di sferzate emotive in salsa pop. Il drammaturgo britannico Michael Frayn torna con un suo capolavoro. In Rumori fuori scena, del 1977, si raccontano le avventure di una sgangherata compagnia teatrale, svelando con affettuosa ironia le dinamiche che si celano spesso dietro le quinte. Fra le voci che sostengono con forza la ripresa di un teatro d’impegno sociale con tratti di genuina ispirazione poetica, Simone Cristicchi si è guadagnato con merito una posizione d’eccellenza e torna al Toniolo con Manuale di volo per l’uomo.

C'è poi l’Anfitrione di Plauto in cui i protagonisti, tra i quali Gigio Alberti, Barbara Bobulova e Antonio Catania, aggiornano all’oggi la storia torbida nella quale si consuma il più ambiguo e il più perfido dei tradimenti: quello inconsapevole di una moglie che si concede tra le braccia di una divinità, quanto mai consapevole invece di goderne le grazie e i piaceri. Proseguendo fra i “classici”, c'è La casa nova di Carlo Goldoni: dialoghi serrati, in cui più che mai il dialetto ritorna quella lingua universale d’affetti. Giuseppe Emiliani, guida un cast composto da Piergiorgio Fasolo, Stefania Felicioli, Lucia Schierano e gli attori della compagnia giovani del Teatro Stabile del Veneto. Goldoni torna più avanti con Arlecchino servitore di due padroni, con la maschera di scena di Natalino Balasso.

Yazmina Reza, la drammaturga franco-iraniana più volte programmata al Toniolo, ci offre le atmosfere drammatiche di Bella Figura, che vede sul palco Anna Foglietta, Paolo Calabresi, Anna Ferzetti, David Sebasti e Simona Marchini. Torna Recirquel Company Budapest con la sua nuova produzione di circo-teatro: My Land è uno spettacolo che ripercorre, in un plastico susseguirsi di corpi animati e cangianti forme mobili, un viaggio alle radici dell’umanità. E poi We will rock you, il musical dedicato ai Queen: uno spettacolo che, per dire, ha fatto 8 milioni di spettatori e 12 anni di repliche consecutive solo a Londra.

La danza "pura" è portata sul palco da L.A. Contemporary Dance Company con Bodytraffic, in una creazione di grande vitalità poetica e raffinatezza tecnica. A Mestre pure il regista Ferzan Özpetek, che traspone con perizia dal grande schermo alle assi del palcoscenico il suo Mine Vaganti, film cult del 2010, in grado di sbancare il botteghino e vincere 2 David, 5 Nastri d’argento e 4 Globi d’oro. A Francesco Pannofino è affidato il compito di ricordare, nel ruolo del padre, l’indimenticabile Ennio Fantastichini. Impatto ben più drammatico assume la proposta di Carrozzeria Orfeo dal titolo Cous Cous Klan. Al centro, uno scenario catastrofico: due roulotte e una vecchia panda semi affossate nella terra, sporcizia ovunque. Voci che si alternano a spot di luci, una vecchia radio e un corpo nudo; la visione “estrema” di un futuro che manovra oscuramente le scelte dei protagonisti. Sullo sfondo, la lotta per l’acqua potabile divenuta rara e elemento socialmente discriminante.

Il drammaturgo francese Florian Zeller torna con Mi amavi ancora. Il dramma di Anne è tutto nel rovello interiore dopo la morte del marito Pierre: gli affetti sono setacciati senza tregua alla ricerca di una qualche verità postuma. A Ettore Bassi, Simona Cavallari e Giancarlo Ratti il compito di interpretare questa ricerca quasi impossibile. Massimo Popolizio, affiancato in scena da Maria Paiato, presenta un testo drammatico di Henrik Ibsen, Un nemico del popolo: l’opera del 1882 diventa estremamente contemporanea nel mettere a fuoco il rischio che corre ogni società democratica quando chi la guida è corrotto e la maggioranza soggiace al giogo delle autorità pur di salvaguardare l’interesse personale.

Infine la prosta per le festività natalizie: Il lago dei cigni di Tchaikovsky, messo in scena dal Balletto di San Pietroburgo, apre i giochi prima di Natale, mentre allo scadere dell’anno tocca a il Gran gala du cirque, nel quale si alternano sulla scena i più creativi interpreti circensi del mondo, dal Lido di Parigi al Festival di Monte Carlo, dai teatri internazionali più prestigiosi ai circhi più rinomati, come il Cirque du Soleil. Chiude le feste, alla Befana, il live musical Aladino e la lampada meravigliosa.

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